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Cardiofrequenzimetro, quale scegliere? Anno 2018

smart watch cardiofrequenzimetro
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Cardiofrequenzimetro, quale scegliere tra i tanti proposti in commercio? Chi ama fare sport ed allenarsi con una certa regolarità, torva sicuramente un valido aiuto nei cardiofrequenzimetri. Si tratta di dispositivi sempre più tecnologici e precisi in grado di monitorare la frequenza cardiaca, le calorie consumate, i passi ed il percorso effettuati… Insomma un prezioso compagno di workout!

Cardiofrequenzimetro: cosa è e come funziona

Il cardiofrequenzimetro è un semplice dispositivo elettronico in grado di rilevare istantaneamente la frequenza cardiaca, un parametro che sta ad indicare il numero di battiti che il cuore compie in un minuto.
Inizialmente era composto da due elementi:

  1. Un trasmettitore: Posto all’interno di una fascia da avvolgere attorno al petto, all’altezza del cuore, in corrispondenza del margine inferiore del petto. Grazie ad un elastico a lunghezza regolabile è possibile mantenere la fascia ben aderente al torace senza costringerlo troppo. Prima di utilizzare il cardiofrequenzimetro è importante inumidire leggermente gli elettrodi e di farli aderire bene alla pelle. L’ideale sarebbe utilizzare una soluzione salina come il liquido per lenti a contatto o la saliva in modo da favorire la trasmissione dell’impulso elettromagnetico.
  2. Un ricevitore da polso: Che, solitamente, assolve anche alle funzioni di orologio e cronometro. I modelli avanzati possono riportare altre informazioni relative alla variabilità del battito cardiaco, come l’impostazione di soglie di allarme per le zone aerobiche sulla base dei dati relativi alla fisiologia dell’utilizzatore. Il ricevitore da polso, anch’esso alimentato a batteria, va posto preferibilmente ad una distanza inferiore ai 60 cm dagli elettrodi. Al termine dell’uso è consigliabile asciugare completamente la fascia poiché il trasmettitore si attiva quando gli elettrodi sono bagnati e si spegne quando sono completamente asciutti. Se il cardiofrequenzimetro del torace non viene asciugato dopo l’uso potrebbe rimanere attivato più a lungo del necessario, consumando prematuramente le batterie. Il ricevitore da polso è il vero cuore del cardiofrequenzimetro. Al suo interno è presente un software più o meno complesso in grado di ricevere ed elaborare gli impulsi trasmessi dalla fascia toracica.

Oggi sono molti i cardiofrequenzimetri che non utilizzano più le fasce. Ma che differenza c’è tra le due misurazioni?

Cardiofrequenzimetro con o senza fascia?

Un cardiofrequenzimetro da polso in grado di rilevare le pulsazioni tramite un sensore di tipo ottico integrato sfrutta la riflessione della luce ed è in grado di rilevare il passaggio di flusso sanguigno direttamente dalle le vene che scorrono sotto il polso.

Un dispositivo che rileva la frequenza cardiaca tramite una fascia da posizionare sul petto riesce a misurare la frequenza cardiaca rilevando i micro-impulsi elettrici generati del nostro corpo.

In generale i cardiofrequenzimetri con fascia sono più precisi e adatti a chi si prepara ad una gara o fa sport a livello agonistico. c’è da dire, però, che non sono assolutamente utilizzabili per monitorare il corpo 24 su 24.

FREQUENZA CARDIACA ALLENANTE, scopri la migliore per i tuoi obiettivi

Cardiofrequenzimetro e fasce cardiache 

Come abbiamo visto il cardiofrequenzimetro è uno strumento in grado di rilevare la frequenza cardiaca. Questo parametro è in stretta relazione con l’intensità dell’esercizio. Durante uno sforzo fisico per permettere un maggiore apporto di nutrienti e di ossigeno ai muscoli le pulsazioni del cuore aumentano. Tanto più lo sforzo è intenso, tanto più le pulsazioni salgono. Tuttavia esiste un limite oltre al quale le pulsazioni del cuore non possono aumentare ulteriormente. Si parla in questo caso di frequenza cardiaca massima. La frequenza cardiaca massima (FCMAX) è un parametro fisiologico e varia da indiviso a individuo. Esiste però una formula in grado di calcolare la frequenza cardiaca massima teorica di un atleta.

La scoperta di tale formula risale ad oltre 30 anni fa e mette in relazione la Fc con l’età del soggetto secondo la regola di KORVONEN dal nome dello studioso finlandese che per primo la elaborò:

FCMAX = 220 – ETÀ

Recentemente è stata elaborata una nuova formula (di Tanaka) leggermente più precisa della precedente:

FCMAX = 208 – 0,7 X ETÀ

Le due formule danno risultati uguali per i soggetti di 40 anni mentre divergono nei soggetti più giovani o più anziani. Per la precisione la formula di Korvonen sovrastima mentre quella di Tanaka sottostima il risultato.

Frequenza cardiaca

Ma a cosa ci serve conoscere la nostra frequenza cardiaca massima?

Ogni sportivo deve tenere conto delle fasce cardiache più adatte al proprio tipo di allenamento e agli obiettivi che vuole raggiungere.

FREQUENZA DI SOGLIA ANAEROBICA:

Fc max – (7/8 %) Questa velocità, corrispondente alla massiccia attivazione del meccanismo anaerobio lattacido, può essere sostenuta per un periodo di tempo abbastanza breve variabile a seconda del grado di allenamento dell’atleta (15-60 minuti)

FREQUENZA DI FONDO VELOCE:

Fc max – (10/15 %) A questa intensità di esercizio, seppure vi sia una importante produzione di acido lattico, l’organismo è in grado di smaltire buona parte del lattato prodotto evitando il suo accumulo in circolo. In questa fase tanto più un soggetto è allenato e tanto più tende ad utilizzare gli acidi grassi risparmiando le preziose scorte di glicogeno.

FREQUENZA DI FONDO MEDIO O CARDIOVASCOLARE:

Fc max – (15/20 %) Questa velocità può essere mantenuta a lungo, in quanto le modeste quantità di acido lattico prodotte vengono smaltite facilmente dell’organismo.

FREQUENZA DI FONDO LENTO O LIPOLITICA:

Fc max – (25/30 %) L’intensità è talmente blanda che l’organismo, anche se poco allenato, tende ad utilizzare prevalentemente i grassi a scopo energetico. La modesta intensità risulta ideale per costruire una solida base aerobica e favorire la capilarizzazione.

FREQUENZA MINIMA ALLENANTE O FONDO LUNGHISSIMO:

Fc max – (35/40 %) = 130/120 bpm L’intensità è bassa e lo sforzo è minimo, tanto che al di sotto di questi livelli l’esercizio non produce effetti allenanti sull’organismo.

E’ importante dire che anche queste formule, così come quelle che portano al calcolo della Fc max, possono essere affette da errori, soprattutto se calcolate partendo dalla fc max teorica anziché reale. Per esempio i fumatori tendono ad avere una frequenza cardiaca superiore e tali passaggi matematici, puramente teorici, rischierebbero di sottostimare le diverse soglie.

Ma quale zona di allenamento mantenere? Tutto dipende dagli obiettivi che ci siamo prefissati. Tutti i cardiofrequenzimetri in commercio, compresi i più economici, consentono di impostare almeno due soglie, una massima ed una minima, e di avvisare l’utente in caso di sconfinamento da questo range tramite segnali acustici.

Si può quindi impostare il cardiofrequenzimetro in modo che ci aiuti a rimanere in una particolare classe di valori, quella che in linguaggio tecnico viene chiamata “target zone”.

  • LINEA VERDE : 55-65 % Zona di allenamento ideale per chi inizia ad allenarsi e vuole costruire una buona base di resistenza organica. In questo range di valori vengono utilizzati principalmente i grassi a scopo energetico. Si tratta pertanto di una buona base da cui partire per dimagrire e migliorare l’efficienza del proprio organismo
  • CAPACITÀ AEROBICA : 65-75% Zona di allenamento ideale per ottimizzare l’efficienza del sistema cardiovascolare e respiratorio. Ideale per atleti e non che vogliono migliorare la propria performance nelle discipline di resistenza
  • SOGLIA ANAEROBICA: 75-85% Zona di allenamento ideale per migliorare la propria potenza aerobica. A questo livello di frequenza cardiaca lo sforzo diventa particolarmente intenso e sostenibile al massimo per circa 10 minuti nei non allenati e 40 minuti negli allenati.
  • LINEA ROSSA : 85-95% Zona di allenamento ad intensità massimale, sostenibile solo per qualche decina di secondi. Nonostante un cuore sano sia perfettamente in grado di lavorare a tali frequenze, un simile livello di impegno fisico fondamentalmente non ha alcun senso in un soggetto non allenato a cui non interessa l’attività agonista.

Recensioni, i migliori cardiofrequenzimetri del 2018

Oggi in commercio si possono trovare numerose tipologie di cardiofrequenzimetri. Quali parametri tener presente per scegliere il miglior cardiofrequenzimetro? Vediamoli insieme:

  • Tipo di attività, se decidi di nuotare devi necessariamente scegliere un cardiofrequenzimetro che sia resistente all’acqua. Se pensi di nuotare in mare o comunque immergerti, controlla anche fino a quale profondità può resistere. Pensi invece di usarlo per camminare o correre? Valuta un modello leggero e poco ingombrante. Se vai in bici assicurati un modello con un buon display, in modo da vedere tutti i parametri che ti servono con un rapido colpo d’occhio.
  • Comodità, assicurati che sia della misura più adatta a te. Un display grande può essere più visibile ma anche più ingombrante. Ottime la possibilità di poter usare pellicole protettive per il display e di cambiare il cinturino (parte che spesso si usura velocemente).
  • Batteria, è importante avere cardiofrequenzimetri con una buona durata della batteria. Ma non solo! Valuta anche la velocità con cui si caricano.

I migliori cardiofrequenzimetri da polso 2018

Ecco una selezione di ottimi cardiofrequenzimetri da polso da poter utilizzare senza fascia. Ottimi per monitorare i tuoi parametri nell’arco delle 24 ore.




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