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Famiglia: perchè potrebbe ostacolare il vostro cambiamento fisico

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Famiglia: perchè le persone che dovrebbero volervi più bene a volte sono proprio le stesse che provano ad ostacolare il vostro cambiamento?

Vi racconto una storia:
Quando ero giovane nel corpo e nella mente, dopo l’ennesimo litigio con i miei genitori, mi rivolsi ad una persona che stimavo moltissimo per parlarne. Avevo bisogno di un altro punto di vista oltre al mio.

Difficoltà in famiglia

La sensazione che provavo era quella di essere nata riccio in una famiglia di canguri. Avvertivo di non essere capita, le parole che usavo con loro sembravano non avere alcun effetto, avevo come l’impressione che la comunicazione tra noi non funzionasse, ma come vi ho detto ero giovane e non sapevo cosa fare per migliorarla. Rimanevo quindi sempre fuori dal cerchio: da un lato c’erano loro e dall’altro io, con il mio mondo interno incomprensibile per la mia famiglia.

Apprezzavo moltissimo ognuno dei componenti del mio cerchio, ciascuno aveva per me delle qualità importanti, crescevo riconoscendo l’importanza dei valori e dei principi che cercavano di trasmettermi.

Regole in famiglia

Alcune delle loro regole però mi erano scomode, asfissianti, le consideravo prive di fondamento.
Quando confidai alla mia “nonna acquisita” i miei sentimenti, lei ascoltò il mio discorso, diede una casa alla mia rabbia e mi rassicurò sul fatto che non ero la sola a provare quel disagio, perché, come disse testualmente: “la famiglia è un’istituzione totalizzante, come il manicomio, come il carcere”

Il senso che diedi allora a quelle parole fu che a volte la famiglia può essere claustrofobica, dal momento che è proprio su quel terreno che si imbastiscono le modalità di relazione con gli altri, se noi ci evolviamo, la famiglia rimane la stessa per continuare ad essere un punto di riferimento.

Compresi che quanto mi aveva detto aveva il sapore dell’ineluttabilità: c’era ben poco da dire ma molto da accettare.
Oggi, mi capita spesso di ritrovare negli altri quelle stesse sensazioni. Mi raccontano di battutine al vetriolo su aspetti fisici o psichici, che gli vengono rivolte da alcuni membri della famiglia e la persona in questione,  non se li spiega e ne soffre, o si arrabbia, perché non riesce a capire che cosa scatena quegli atteggiamenti.

In questo caso istituzione totalizzante vuol dire che nel contesto famiglia, le differenze individuali si sfumano a favore del gruppo, in cui esistono regole che fanno di quella istituzione un luogo difficilmente replicabile.

Psicologia famigliare

Esistono tipi di famiglie che si somigliano, non esiste invece una famiglia uguale all’altra.
UN PO’ DI PSICOLOGIA
La famiglia si comporta come un sistema, all’interno del quale ciascun singolo individuo ha un ruolo specifico. Tutti gli individui assolvono al ruolo che gli è stato assegnato per consentire alla famiglia di mantenere il suo equilibrio interno.

Facciamo un esempio pratico:
Immaginate un albero, uno qualsiasi, quello che vi viene in mente; ogni albero ha un tronco e dei rami che provengono da esso. Ciascun ramo a sua volta è in grado di generare altri rami…ecco, la famiglia è questo. Il tronco è l’origine, la famiglia, ciò che tiene insieme. Il ramo è il nuovo, che si sviluppa in un altro senso ma è pur sempre il ramo di quel determinato albero e per questa ragione distinguibile dagli altri.

Ogni famiglia ha per sua natura il compito di mantenere l’equilibrio, con una parola tecnica si direbbe omeostasi, di conseguenza ha dei margini molto rigidi entro cui può accettare un qualsiasi cambiamento interno. Dovete sapere che ogni piccolo cambiamento fa vacillare un poco quell’equilibrio, ed anche senza accorgersene, ogni membro di quella famiglia lavora affinchè quell’equilibrio venga al più presto ripristinato.

Tuttavia esistono alcune famiglie che scelgono un componente, che diventa colui che porta il nome di membro omeostatico, al quale è affidato il compito di mantenere gli equilibri interni.

Perchè la famiglia può ostacolare il vostro cambiamento fisico?

L’individuo omeostatico è quello che mantiene la famiglia in equilibrio, è una grande responsabilità, spesso l’individuo prescelto è portatore di un sintomo, il sovrappeso può essere uno di questi, l’ansia può essere un altro esempio, la malattia è l’esempio più estremo.

Se questa persona (il soggetto omeostatico) cerca di cambiare parte del suo aspetto o della sua vita, la famiglia potrebbe mettere i atto dei meccanismi interni che lo impediranno, nelle costellazioni familiari questo prenderebbe il nome di movimento interrotto.
Purtroppo nessuno dei membri della famiglia è pienamente consapevole di questo, perché certe interazioni avvengono ad un livello detto analogico, dunque poco razionale.

Se l’individuo, con il suo modo di essere rappresenta ciò che mantiene lo status quo familiare, la conseguenza più ovvia è che cercando di cambiare, tutta la famiglia dovrebbe rivedere i propri ruoli.
Alla luce di questo, l’individuo non può dunque perdere il suo sintomo, è costretto a mantenerlo per “salvare”l’equilibrio familiare.

Questa sarebbe la brutta notizia…
Purtroppo in questo caso non ho esercizi pratici da proporvi, ma ho parole che spero vi serviranno:
Se non riuscite ad ottenere il cambiamento, perché inconsciamente sentite il peso del vostro equilibrio familiare, non evolverete, alla lunga il prezzo che pagherete come individui sarà altissimo. Quello che potete fare è, come diciamo noi psicologi,

AGIRE IL CAMBIAMENTO.

Questo aumenterà sia la vostra consapevolezza sui ruoli familiari, sia quella della famiglia in toto. Se scoprite di essere il membro omeostatico e di non essere cambiati pur volendolo, portate a termine il vostro cambiamento.

Fatelo anche se ciò appare in controtendenza con i vostri equilibri familiari.
Al principio sarà complicato, quelle battutine probabilmente aumenteranno, ma a lungo termine la famiglia sarà costretta a cambiare con voi e l’equilibrio si modificherà a favore di tutti.

D’altra parte questo è un compito evolutivo a cui la vita chiama tutti noi, originiamo dallo stesso albero, ma ciascuno si modificherà sviluppando le proprie caratteristiche.

Ricordate che il tronco è ciò che tiene insieme, ma il compito di svettare più in alto possibile è vostro.

Quanto a me, nel tempo sono riuscita a far accettare ai miei familiari la mia natura di riccio, ho acquisito il ruolo “intellettuale” sono stata promossa a scrivere biglietti di auguri e condoglianze, sono sempre quella che si veste male…ma questo posso accettarlo.
Buona evoluzione
Dott.ssa G. Ventura