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Ansia – Impariamo a conoscerla e curarla – Parte 1

ansia come conoscerla
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“Tendenzialmente intrattengo rapporti superficiali e vado a zonzo con la mia faccetta rassicurante così nessuno si accorge che invece sono pieno di menate, menate e tanti altri problemi che non ho mai risolto e forse non risolverò mai”

Elio e le storie tese

Ansia, impariamo a conoscerla

Benvenuti al nostro ciclo di puntate sull’ansia, l’argomento è piuttosto vasto, perciò divideremo il tema in più sezioni, in questa faremo una breve introduzione, daremo qualche numero ed inizieremo a capire di cosa si tratta.
Il numero di persone che si rivolge oggi allo specialista (psicologo, psichiatra, psicoterapeuta) è in significativo aumento e spesso lamenta disturbi riconducibili ad un quadro ansioso.

Nonostante l’ansia sia sempre esistita (pare che anche Freud abbia sofferto di attacchi di panico) oggi, si riscontra una maggiore richiesta d’aiuto e questo è dovuto in parte al fatto che i disagi psichici sono stati sdoganati dall’alone di “malattia mentale” che per anni avevano costretto le persone a tenerli nascosti. Ad oggi i disturbi ansiosi toccano il 5% della popolazione mondiale (il 2% solo negli Stati uniti) e se si vuole essere più specifici un individuo su 5.

Sicuramente di tutto questo è complice la distorsione temporale continua in cui viviamo. Correre è l’imperativo, ed i ruoli da perseguire si susseguono.
La società ci vuole magri, belli, simpatici, intelligenti. Dobbiamo fare tutto velocemente, conoscere più persone nel minor tempo possibile senza perdere tempo a farlo di persona. Andare in treno ad alta velocità, comprare tutto quello che ci serve in un unico centro commerciale, occuparci di casa, lavoro, figli, rapporti di coppia ed addirittura fare terapie brevi. Signori l’ansia è il minimo.

Cos’è l’ansia?

L’etimologia della parola ansia deriva dal latino anxius che vuol dire ‘inquieto’, ‘affannato’. Ma anche, ed è interessante notarlo. ‘vigilante’. Gli ansiosi sono infatti continuamente intenti a prendere il polso alla loro ansia. I loro pensieri si focalizzano su frasi tipo: “Oggi non l’ho avuta; ora mi sta venendo; ora ce l’ho più o meno a 5” etc. Quando invece sono in una fase critica il loro pensiero diventa più o meno di questo tipo:

ODDIO-NON-RESPIRO-HOCALDO-MISTAVENEDOLANSIA-DEVO-CERCARE-DIUSCIRE-NO NCIPENSARE-RILASSATI-STAICALMO-ODDIOMIBATTEILCUORE-FORTISSIMO-ORASVE NGO-NON-RIESCO-A-RESPIRARE….

Questo tipo di pensieri tende a persistere finché non si riesce effettivamente a trovare una via d’uscita , perché la sensazione che diventa più intollerabile è quella di pensare di non avere vie di fuga. Questa idea, di solito, è rappresentata dall’uscire fisicamente dal luogo in cui si è, soprattutto se è al chiuso e c’è altra gente intorno. Ed ecco che dunque la via di fuga non è più solo fisica ma anche simbolica e relazionale, perché il pensiero diventa: “Cosa penserà la gente di me? Che cosa direbbero?” Si tratta di situazioni percepite come vicoli ciechi.

L’ansia però non è affatto una reazione che va contro l’individuo. E’ semplicemente una reazione. Alla luce della diagnosi, infatti, un sintomo ansioso non è di per sé psicopatologico.

L’ansia non è patologica, piuttosto lo sono i comportamenti e le scelte di vita fatti in funzione dell’ansia. In pratica l’ansia diventa patologica nel momento in cui la risposta dell’individuo diventa disadattiva. Infatti, nel momento in cui si percepisce una situazione di pericolo, l’ansia funziona da segnale d’allerta utile a far fronte a quel pericolo. La paura ne è la diretta conseguenza. L’ansia e la paura sono dunque due facce della stessa medaglia.

Ansia generalizzata

L’ansia generalizzata è la persistenza nel tempo di una preoccupazione eccessiva ed esasperata per cose che la maggior parte delle persone non considera preoccupanti o pericolose. Questa inquietudine si manifesta spesso durante la giornata e la persona trascorre molto tempo a pensare a questo suo stato d’animo, cercando continuamente delle rassicurazioni. Ciò instaura dinamiche di evitamento che consistono nel tenersi lontano da tutte quelle situazioni percepite come fonte di preoccupazione.

Gli aspetti della vita che vengono investiti possono essere molteplici, ma una volta toccato un settore, la prognosi può diventare infausta perché spesso anche altri settori possono risultare compromessi. Questo tipo di ansia porta con sé anche numerosi sintomi fisici che aggravano ulteriormente il quadro e che vanno dai disturbi gastro-enterici alle cefalee, di cui quella tensiva è la più diffusa.

Il disturbo può nascere  per esempio, dall’aumento delle responsabilità: la mente viene proiettata nel futuro a cercare appigli concettuali per le scelte che si faranno e questo genera uno stato di tensione perpetuo.

Ansia e controllo

Le persone che soffrono di questo disturbo hanno come parole chiave: preoccupazione, apprensività, anticipazione del pericolo, controllo. Questo cercare di avere tutto sotto controllo genera una grande fatica perché il dispendio di energie è inappropriato rispetto alle situazioni. Ne deriva la scarsa resistenza alla fatica che alcune persone sviluppano.

Il fatto di essere più stanchi rende inevitabilmente più irritabili e il continuo rimurginio, crea distrazioni con conseguenti vuoti mentali e difficoltà di concentrazione. Ne deriva dunque un sentimento di sproporzione tra le proprie forze e i problemi che devono essere affrontati. Quello che ne consegue potrebbe essere l’insorgere di una depressione dovuta all’insicurezza, alla scarsa stima di sé e delle proprie possibilità.

L’ansia generalizzata per semplificare è dunque una fonte di preoccupazione e paura che non riguarda un argomento specifico, ma investe vari ambiti della vita ed è per questo piuttosto “infestante”.

Come curare l’ansia

Tuttavia esistono dei rimedi naturali che possono essere utili contro l’ansia. Oltre a tutte le tisane calmanti, conosciute ai più, a base di valeriana, camomilla, passiflora, biancospino, esiste un rimedio d’elezione meno famoso ma molto efficace ed è la tilia tomentosa conosciuta anche come tiglio, efficace per questo tipo di ansia e per tutti i disturbi psicosomatici ad essa correlati come gastriti, cefalee, colon irritabile, tensione muscolare.

Se ne dovrebbero assumere 15 gocce al mattino e 30 la sera prima di dormire, ed in generale non superare le 50 gocce al giorno. La sua particolarità è quella di non avere effetti collaterali, non interagire con i farmaci e non lasciare sensazioni di sonnolenza al risveglio o comunque dopo la sua assunzione.

Vi raccomando di non usare le erbe in caso siate soggetti allergici e nel dubbio consultare SEMPRE il medico.
Prima di lasciarvi, con l’anticipazione della nostra prossima puntata che tratterà nello specifico il disturbo da attacco di panico, voglio ricordarvi che l’ansia non è una questione di volontà, non è una colpa, anzi, spesso è un valido alleato se si riesce ad andare abbastanza a fondo per conoscerlo meglio.
Dott.ssa G. Ventura