Corpo UmanoFitness

Diastasi addominale e sport, come comportarsi?

diastasi addominale
837views

Diastasi addominale e sport? Si può fare? E, in caso positivo, quali gli esercizi per la diastasi?
La confusione è tanta ed è generata principalmente da due fattori:

  1. Se ne parla davvero poco. Interessa principalmente le donne in gravidanza e non sempre viene diagnosticata. L’argomento è delicato ed andrebbe diffuso e approfondito il più possibile.
  2. Fin troppo spesso viene considerato solo un problema estetico. Il servizio sanitario nazionale non ha ancora dato una risposta precisa e coerente. Alcune regioni permettono di sottoporsi ad intervento tramite servizio mutuabile. Altre, invece, lasciano tutto a carico della paziente.

Diastasi addominale, cosa è?

La diastasi addominale è la separazione eccessiva della parte destra dalla parte sinistra del muscolo retto addominale.
Gli episodi di diastasi addominale riguardando generalmente le donne incinta. E’ infatti causata dallo stiramento del muscolo retto addominale, operato, dall’interno, dall’utero in continuo accrescimento.

Il segno caratteristico della diastasi addominale è una cresta longitudinale, che va dal processo xifoideo dello sterno all’ombelico.
Per affrontare il problema della diastasi devi seguire 4 step fondamentali:

  • Autovalutazione, è il primo passo. Si può fare in autonomia a casa e serve a darti le prime indicazioni del caso. L’autovalutazione non è una diagnosi. Se dopo averla fatta hai anche solo il dubbio di soffrire di diastasi, non fare di testa tua e rivolgiti ad un medico.
  • Ecografia, è un esame semplice, indolore e non invasivo che ti permetterà di verificare con certezza se soffri di diastasi.
  • Visita chirurgica, se soffri di diastasi ed hai bisogno di un intervento per risolvere il problema ti devi rivolgere ad un chirurgo.
  • Workout, allenare i retti addominali nel giusto modo è la strada giusta per rafforzarli e ridurre, quando è il caso, la diastasi.

Perché la diastasi addominale può essere una malattia?

Troppo spesso la diastasi viene considerata una mera questione estetica. E’ opinione diffusa che si possa convivere tranquillamente con la diastasi dei retti addominali. Peccato che porti diversi sintomi e possa diventare anche invalidante. A molte donne la diastasi provoca parecchi problemi:

  • dolori alla schiena causati dall’instabilità della colonna,
  • sensazione che la schiena sia debole e sia impossibile anche sollevare un peso.
  • dolori alle anche e al bacino,
  • incontinenza,
  • nausea,
  • senso di pesantezza al pavimento pelvico
  • difficoltà a digerire e a respirare,
  • può provocare anche un’ernia epigastrica o un’ernia addominale
  • nei casi più gravi, quando la separazione supera i 5-6 centimetri, anche un trauma alla pancia può essere pericoloso perché può innescare danni a stomaco e intestino

Diastasi addominale, come riconoscerla

Di solito, per una diagnosi corretta di diastasi addominale, è sufficiente l’esame obiettivo eseguito dal medico curante. C’è da dire che, in molti casi, la diastasi addominale si risolve spontaneamente, senza alcun trattamento. Ma non sempre è così, molto spesso è necessario ricorrere ad un intervento chirurgico.

Se anche dopo 5 o 6 mesi dal parto la tua pancia è molto gonfia e l’ombelico che tende a sporgere potresti avere problemi di diastasi. Un altro sintomo è dato da quella che viene chiamata “pinna”. si forma in corrispondenza della linea alba, dalla base dello sterno all’ombelico.

Per vederla al meglio prova a sdraiarti sulla schiena con le ginocchia flesse. Con attenzione prova a fare un cruch ed osserva il tuo addome.

E’ bene ricordare che questi sono sintomi che possono darti una prima valutazione ma che la vera diagnosi va fatta dal medico, con un’ecografia della parete addominale o una risonanza magnetica.

Diastasi addominale, come si cura?

Il problema non si presenta in modo uguale per tutte le donne, anzi, ci sono livelli molto diversi tra loro. Nei casi meno gravi può essere utile eseguire esercizi specifici, guidati da un fisioterapista esperto o da un osteopata. Quando invece la separazione delle due fasce è molto marcata, occorre l’intervento chirurgico.

L’operazione chirurgica consiste nell’addominoplastica. Viene praticata un’incisione nella zona sopra il pube attraverso la quale viene effettuata la ricostruzione della parete addominale che chiude la diastasi.

Alla fine dell’intervento rimane una cicatrice simile a quella di un parto cesareo e il risultato è permanente. Come abbiamo già detto non tutte le regioni passano l’intervento con il Sistema Sanitario Nazionale. Se la vostra regione non eroga il servizio, potete spostarvi in qualsiasi altra regione. Anche i tempi di attesa variano di molto a seconda della struttura. Se non volete rivolgervi al servizio pubblico potete contattare un chirurgo privato che vi opererà a pagamento.

Diastasi addominale, gli esercizi da non fare

Succede molto spesso che, a distanza di qualche mese dal parto, molte donne, vedendosi l’addome ancora gonfio, decidano di iniziare a praticare esercizi per gli addominali. Attenzione! Sono molti gli studi che hanno dimostrato che molti dei più comuni esercizi per addominali possono essere controproducenti.

Tutti quelli che prevedono spalle che si staccano dal pavimento e conseguente avvicinamento spalle-bacino, possono gravare eccessivamente sui retti ed aumentare la pressione intra – ddominale.  Questo porta ad un pericoloso rischio di discesa degli organi presenti nella cavità pelvica, incontinenza, rilassamento del muscolo perineale e, anche nell’uomo, di ernie addominali e inguinali.

Diastasi addominale, gli esercizi giusti

E’ importante allenare gli addominali nel giusto modo, senza incorrere in rischi inutili e senza aumentare la pressione intraddominale. Sempre dopo il benestare del vostro medico potrete con cautela iniziare ad allenarvi. Sono molto validi gli esercizi in contrazione isometrica, ossia esercizi contro resistenza, senza accorciamento del muscolo retto dell’addome.

Gli esercizi per la diastasi dei retti addominali hanno la funzione di:

  • Prevenire i rischio di diastasi: Un corpo allenato è in grado di affrontare al meglio la gravidanza e adattarsi con più facilità a tutti i cambiamenti fisici che comporta. Se sei in cerca di un bimbo, è importante allenarti con regolarità in modo da arrivare al parto nella migliore delle condizioni possibili.
  • Cura: Quando si tratta di uno stadio iniziale della patologia è possibile intraprendere la strada del solo allenamento o provare ad evitare l’intervento chirurgico.

Se invece c’è una separazione dei retti ma avete avuto il via libera agli allenamenti dal vostro medico, potete iniziare per gradi. Iniziare a sollecitare i muscoli addominali prima del tempo, vi farà incorrere nel rischio di ottenere l’effetto opposto.

Meglio far lavorare schiena, bacino, braccia e gambe senza coinvolgere direttamente i retti addominali.
Se lo spazio tra i muscoli è importante, è meglio iniziare a fare esercizi molto blandi. Ottimi respirazione e contrazione dei muscoli addominali. Se invece lo spazio tra i muscoli è invece irrisorio, è possibile iniziare con esercizi atti a tonificare dolcemente la muscolatura.  

Trattare nel modo giusto la diastasi dei retti addominali è importante non solo per un fattore estetico ma anche per risolvere disturbi funzionali che procura alla schiena e al bacino. L’associazione Diastasi Donna è nata il 10 giugno 2017, grazie ad un gruppo di mamme che si sono adoperate per divulgare quante più informazioni possibili su questa patologia.

Viene da loro il video sull’autovalutazione che vi abbiamo proposto
Questo video workout è un esempio di esercizi che è possibile fare per la diastasi ma, come sempre, va fatto solo in caso di benestare da parte del medico.