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Diario di una spartana

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Diario di una spartana. Day 1: una nuova vita

Mi piace guardare le foto delle vacanze. Me ne sto qui, sul mio divano, a scorrere sull’iPhone i momenti più divertenti.

“Mhmm… In questa sono uscita male, meglio se la cancello. Qui stavo mangiando la focaccia, non è carina, cestinata! Oh mamma, qua sembro grassa… Oh cazzo, sono grassa!”

Come è potuto acadere che non me ne sia resa conto prima? Urge rimedio! Subito!
Ok, ho deciso: meno maratone Netflix e più maratone sportive. Brucio il cibo spazzatura (con tutte le calorie che ha magari risparmio pure sulla bolletta) e mi decido muovere il culo. In senso stretto ed in seno lato.

Googlo ‘workout’, che vorrà semplicemente dire ‘allenamento’ ma in inglese fa più figo, e aggiungo ‘Italia’ perché con l’inglese son ferma a ” the pen is on the table” … Incrocio le dita e spero non mi esca, come al solito, che sono affetta da una malattia mortale. Con Google puoi partire da qualsiasi cosa e finisci sempre col preoccuparti di cosa lasciare al tuo erede Facebook.

Aria di cambiamento: questa volta sembra proprio che non debba morire: Google decide di lavarsene le mani e mi dirotta su Workout-Italia, un gruppo Facebook per gli amanti dello sport. Loro possono sicuramente aiutarmi ad entrare nella mia nuova vita da sportiva. A quanto pare lo fanno ovunque: casa, palestra, strada… Uomini grandi e grossi che usano i giochi dei bimbi al parco per fare la bandiera…

Ma sono tutti matti li dentro?

Si chiamano Spartani, sembrano una setta, parlano in codice… Test (oddio devo superare un esame? Ho già l’ansia come a scuola); BRBB-workout; addominalepernatale (ma lo sanno che siamo ad agosto!?); kettlebell (vi prego, ditemi che è una torta tipo Sacher)…

Sono un po’ spaesata, decido di restare in sordina e leggere un po’. Tutte bellissime qua dentro eh! Guarda quella che addominali, chissà da quanto si allena. “Foto nei commenti” apro e vedo un lato B per il quale sarei disposta ad uccidere. “sudoselfie” sudata è sudata, ma cavolo che gambe!

Però anche io non sono da meno, ho subito capito la mia priorità: shopping!
Perché, diciamocelo, quei completini fluo sono fighissimi e danno anche un po’ di carica. Entri nella parte, insomma, ed è una buona scusa per schiodarsi dal divano. Come prima cosa mi compro la loro maglietta sullo store. Non perché sono shoppingcompulsiva, diciamocelo, ma perché devo dimostrare che faccio sul serio.

Non aspetto che arrivi che, si sa, attendere un corriere può essere decisamente logorante. Nella mia personale classifica si posiziona solo dietro ad un messaggio visualizzato senza risposta. Corro a comprarmi il necessario al negozio sportivo sotto casa, quello che la mia mente selettiva ino a ieri faceva finta di non vedere.

Tre ore dopo, con un nuovo paio di scarpe e dei pantaloncini che prima mi vergognavo anche solo a guardare in vetrina, mi sento pronta ad iniziare. Mi consigliano questo test: SCEGLI IL TUO WORKOUT. Fatto! Dato che devo eliminare almeno 10 Kg, e vengo da anni di pigrite acuta, parto da Body Revolution. “È un workout completo”, mi dicono.

Prima avrei consultato tre vocabolari e due enciclopedie per capire queste 4 parole, ora mi hanno spiegato che si tratta di un allenamento che contiene sia cardio per dimagrire che esercizi per risvegliare un po’ i miei muscoli dormienti. Non voglio iniziare a settembre (cazzo, domani è settembre… Beh, è il concetto che conta). O lunedì. O domani. Devo farlo ora. Non ho i pesi ma mi adatto temporaneamente con un paio di bottiglie d’acqua…
E Body Revolution sia.

PS: Ho deciso di tenere un diario. Tutta questa motivazione va messa nera su bianco prima che sparisca come neve al sole.

PPS: Credo di aver perso i pantaloncini nelle pieghe del culo… Rimedierò pure a questo, lo so!

Diario di una spartana. Day 2: uccidere Jillian Michaels

Adoro svegliarmi per conto mio senza essere buttata giù dal letto dalla sveglia, lusso che avrò ancora per i pochi giorni di ferie che mi restano… Intanto me lo godo. Nel torpore del risveglio ricordo di aver fatto un sogno: ero Uma Thurman in Kill Bill

Nel film lei si sveglia da un lunghissimo coma in un letto in ospedale e, ovviamente, il taglio di capelli è perfetto e la pelle è liscia nemmeno avesse usato il filtro Kylie Jenner! Io sono ancora grassa e con i capelli crespi (migliorarmi almeno in sogno no eh?). Nonostante l’aspetto da

Bella addormentata nel bosco dopo un pisolino ristoratore, il suo primo ricordo è, però, una cosa atroce: nel giorno del suo matrimonio un gruppo di efferati assassini ha ucciso il marito e tutti i parenti (ok questa parte, a seconda dei punti di vista, potrebbe essere un po’ meno atroce).

L’unica cosa a cui riesce a pensare è la vendetta. Vuole solo alzarsi ed ammazzare tutti, fa addirittura una lista! Non riesce a muovere un muscolo, ma è così motivata che passa un tempo infinito a parlare col proprio pollice cercando di convincerlo a reagire…

Io nel sogno sono tutta sudata e parlo con le mie gambe, dico cose assurde del tipo “Perché mi odiate?” “Perché non vi fate mai la ceretta?” Ma ho ricordi confusi, perché sto pensando a Kill BIll?

Ah si, perché mi sono svegliata e il mio primo pensiero è una cosa atroce: dolore ovunque! Per fortuna ho ancora una settimana di ferie o chi lo sente il mio capo? Lo so, morirò qui, da sola. Con la mia sfiga non riuscirò nemmeno ad arrivare in ospedale per potermi spogliare davanti al primo medico che ricorda anche solo vagamente Patrick Dempsey e dirgli

“Scegli me, ama me!”

Proprio adesso che ho iniziato il mio workout. Ecco cos’ho! Body Revolution…. Più che rivoluzione è una guerra però, mi fanno male muscoli che non sapevo nemmeno di avere. Il mio D Day… Anzi no, B-Day. Che faccio? Voglio il mio iPad, è qui, sul cuscino… Avanti, pollice, muoviti. Ovviamente corro a cercare aiuto sul sito. Hashtag maiunagioia? Teampolpetta?

Teamseidelmattino: se davvero esistete e siete online ho bisogno del vostro aiuto… Più puntuali e più concrete della fame preciclo, son tutte li. Mi dicono si tratta di DOMS,

“È normale, tu continua ad allenarti. Bevi acqua e bicarbonato. Arriverai ad un punto in cui ti piaceranno”.

Questi sono davvero messi male, la mia teoria della setta prende sempre più piede. Io il bicarbonato lo uso per pulire la bigiotteria cavolo! Mentre aspetto un principio di risveglio, decido anche io di farmi una lista.
LA MIA LISTA. Non punto sulla vendetta, ma sulla motivazione: voglio scrivere cosa mi ha convinta ad allenarmi. Giusto per ricordarmelo nei futuri momenti di crisi:

      1. Non voglio più cancellare una mia foto, eliminare un mio ricordo, vergognarmi di me.
      2. Voglio arrivare all’altare e far fuori tutti i miei parenti, soprattutto zia Paola.
      3. Punto ad essere una persona sana, in forma, attiva.
      4. Diventare fighissima e far schiattare tutti d’invidia. Tutti tranne i parenti perché tanto saranno già morti. (Vedi punto 2).
      5. Far venire una paresi alle classiche amiche invidiose. Quelle che ‘son perfette solo loro’.
      6. Voglio comprarmi un paio di jeans così skinny da fermare la circolazione.
      7. Voglio fare qualcosa esclusivamente per me, fanculo tutti gli altri. Questa cosa è mia.
      8. Voglio uccidere Jillian Michaels.
      9. Devo uccidere Jillian Michaels.
      10. Voglio uccidere Jillian Michaels.

Diario di una spartana. Day 3: da dove inizio?

Workout 1657… Ah, no, è solo il terzo. Ma ormai mi sento una vera spartana! Oggi una ragazza sul gruppo ha chiesto “Da dove inizio?” Sono balzata in piedi dalla sedia e ho gridato “Lo so, lo so, fai il test, fai il test!”.

Peccato fossi in sala d’attesa dalla mia ginecologa e, vista la specializzazione, sono subito stata fraintesa. Tutte hanno pensato che fossi incinta e sull’orlo di una crisi di nervi. Si, è vero, faccio Body Revolution; ma è anche vero che in asseza di porkout la cosa è un filo improbabile.

Ho sperimentato la soliderietà feminile: in molte hanno provato a rincuorarmi. “A volte quei test danno dei falsi positivi, finché non hai fatto la visita non disperare, cara”. Solitamente essere apostrofata “cara” e “bella” è una cosa che rischia di scatenare in me istinti omicidi da tempo sopiti, ma questa volta, ad essere sincera, ho sorriso pure io…

Ormai è chiaro, sono entrata nella setta e ci sono cose che solo noi possiamo capire. Io ne ho capite un po’, di cose spartane:

COSA SPARTANA n° 1: Se sei spartana ti ritrovi a guardare il culo di altre donne.  Ovunque: sul bus, al cinema, al supermercato… A volte giuro che sono arrivata a mettere in dubbio la mia eterosessualità.

COSA SPARTANA n° 2: Non guardi solo il culo delle altre ma anche il tuo! Casa, camerini (non è un’esercitazione: non specchiarti da H&M. Ripeto, non è un’esercitazione! Rischi che venga ad affacciarsi anche la cellulite di zia Peppina)

COSA SPARTANA n° 3: Ti capita di entrare nel gruppo sempre più spesso e nei momenti più improbabili. Ieri ero in coda alla cassa del supermercato ed ho beccato una tizia dietro di me sbirciare il mio cellulare mentre guardavo il culo di una spartana. Un po’ mi sono incavolata, non poteva guardare il mio? Porca miseria, si vede bene, è bello voluminoso, mica è timido insomma!

COSA SPARTANA n° 4: Entrare nel gruppo è una questione di culo. Trovi sempre una battuta, qualcuno pronto a spronarti, qualcuno da prendere come modello e, soprattutto, c’è sempre qualcuna che sta messa come o peggio di te. E quanto gongoli quando la vedi! Sarò stronza ma la cosa da speranza. Ecco, credo che la vera solidarietà femminile consista in questo!

COSA SPARTANA n° 5: C’è il Capo, con la C maiuscola! Perché come motiva lui non lo fa nessuno. Perché i suoi buongiorno sono la benzina (pardon, il metano) della tua giornata. E poi il capo ha una vera passione per il culo, sarà una coincidenza? Io non credo.

COSA SPARTANA n° 6: Se ti fai il culo, se ci metti passione e sudore, quante soddisfazioni arrivano! E in questo caso non parlo solo di lato B.

Le cose spartane viste da fuori sembrano solo cose di culo. Ma, se hai culo ed entri nella setta, le cose spartane son cose che, giorno dopo giorno, workout dopo workout, si fanno strada occupando una parte sempre più consistente nel tuo cuore. E le cose di cuore si, che son cose di culo!

Diario di una spartana. Day 4: siamo donne!

Questa mattina sveglia con la radio…

“Siamo donne, siamo donne, oltre le gambe c’è di più!”

Infatti mi fanno male molti più muscoli di quelli delle sole gambe!

“Siamo donne, siamo donne, oltre il burka e le gonne!”

Oggi sembra tutto a tema…

Così, mentre ascolto la colonna sonora della mia vita e bevo un buon caffè, penso che è proprio vero, che le donne hanno sul serio una marcia in più. Campionesse olimpioniche di multitasking riescono a portare avanti lavoro, casa, famiglia, amiche, skin care… Il tutto con la grazia di Audrey Hepburn e la grinta di Ozzy Osbourne (ok, questa l’ho presa da Instagram che l’ha presa da Twitter, che la presa da… Ci siamo capiti).
Siamo spartane, in fondo. E le donne spartane sono guerriere insidie. Le donne spartane fanno la spesa ma non si fanno portare le bottiglie d’acqua alla macchina, piuttosto mettono nel carrello un Kettlebell giusto per aumentare un po’ i pesi. Se salgono sull’autobus non vogliono che ci si alzi per cedergli il posto, loro si attaccano e fanno le propedeutiche per i pull up!
Ma… Ovviamente c’è un ma! C’è un demone interiore che non riescono ad affrontare con la serenità dovuta. Una cosa che le fa tremare al solo pensiero: i burpees? Il cardio ad agosto? La guerra? Jillian Michaels che urla?

No, la dieta!

Se c’è una cosa che ho imparato negli anni e che ha trovato conferma su Workout Italia è che le donne a dieta si dividono in due gruppi:
1 SPARTANE IN DIFESA: mai e poi mai ammetteranno di essere a dieta, nemmeno sotto tortura di Serse in persona. Inventeranno malanni assurdi, improbabili allergie, impegni improrogabili e urgenze improvvise (uno scudo da lucidare, una lancia da affilare… Si sa, si trova sempre qualcosa da fare all’ultimo)… Tutto pur di non ammettere di essere a dieta. Le spartane in difesa si arruolerebbero volontarie in guerra pur di evitare un pranzo dalla suocera a base di lasagna, pollo fritto e parmigiana (che, ovviamente, “E’ solo verdura, un po’ di contorno ci vuole”).
2 SPARTANE IN ATTACCO: loro invece lo diranno a tutti come fosse una dichiarazione di guerra. Quando dalla loro bocca esce un “No, grazie” in realtà dicono “Non ti conviene tentarmi perché, anche se sembro carina e coccolosa, sono pronta ad uccidere per un cornetto alla crema”.
A quale categoria appartengo io? Ci ho pensato parecchio e, ovviamente, mi sono messa in una categoria tutta mia: restando in tema spartano, direi che sono in quella degli efori! Come una veggente io la dieta l’ho sempre vista nel mio futuro, ma non l’ho mai affrontata.
Ad essere onesta il peso forma non solo non l’ho mai raggiunto, non l’ho proprio mai incontrato! Sono nata bella panzerotta e così son sempre stata. Cresciuta e amorevolmente ingozzata da nonna, ho poi continuato ad amare il cibo spazzatura e a coltivare una vera a propria venerazione per i biscotti.
Ma ora non più. Ora sono stata arruolata nella setta, ora devo scegliere tra attacco e difesa. Sono Spartana, scelgo l’attacco. Lotterò fino alla fine e non ci saranno superstiti. Abbatterò ogni ostacolo sulla mia strada. La dichiarazione di guerra è stata lanciata: fate una cena abbondante e mangiate molto perché domani cenerete all’inferno!
Da domani sarà DIETA!

Diario di una spartana. Day 5: sabato al parco

Sabato sparano, che si fa?
Normalmente me ne sto a letto fino a tardi, faccio un po’ di pulizie nel ìmio micro appartamento e poi un giro in centro con le amiche. Ma…

  • Sono a dieta ed ho fame.
  • Le amiche son partite per un’ultima settimana di vacanza.
  • Per il nervoso ho ribaltato e pulito casa in tempi così brevi che potrei essere reclutata per il cambio gomme al prossimo pit stop della Ferrari.
  • La gatta Nemesi è convinta di essere in questa casa solo come riserva alimentare da usare in caso di crisi acuta e mi gira al largo.
  • L’aperitivo è out, impossibile rinunciare a patatine e stuzzichini quando te li trovi davanti.

Ho deciso… Pomeriggio al parco! Si, perché di fare shopping non se ne parla, non ci sono ancora i nuovi arrivi e voglio sfruttare tutto il tempo possibile a mia disposizione per perdere ancora qualche Kg prima di affrontare uno dei 4 cavalieri dell’Apocalisse: la COMMESSA.

Così metto in borsa una mela (non so nemmeno io se ridere o piangere, ma ho deciso di sentirmi un po’ come Biancaneve), un buon libro e parto in direzione parco. Una volta arrivata mi siedo appoggiando la schiena al mio albero preferito. Nella mente ho questa immagine un po’ da film che comprende:

Ovviamente non vivo in un film e le formiche salgono sulla coperta, il laghetto c’è ma credo di aver visto una nutria, se mangio il muffin domani sono mezzo Kg in più e, soprattutto, niente ragazzo figo nei paraggi… Ma sarò normale? Spesso me lo chiedo. Ma altrettanto spesso mi rispondo che la normalità è il minimo comune multiplo tra la me sognatrice ad occhi aperti e la realtà che mi circonda.

Perché, a guardar bene, i ragazzi fighi ci sono eccome! Forse non li ho mai notati perché ho passato la vita a mimetizzarmi sfoggiando tecniche militari così sofisticate da far invidia ad un Navy Seals. Fatto sta che ho capito che fare workout allena corpo e mente: mi sento più forte, un po’ più aperta agli altri. Mi sono resa conto che ho passato una vita intera ad aspettare che gli altri mi venissero incontro. Il grasso in eccesso non è la causa dei miei problemi ma la conseguenza delle mie insicurezze e paure. Uno scudo bello e buono dietro cui annullarmi.

Sono sicura che, se volessi, il ‘problema’ peso verrebbe annullato immediatamente.

Ma, ogni volta che mi trovo vicino ad un ragazzo che mi piace, il mio colorito passa da “La protagonista di Twilight ma meno figa” a “Heidi sui monti dopo un grappino e uno sfogo di couperose”.

Non oggi. Oggi sono spartana, oggi quel ‘dio greco’ che sta facendo stretching dopo una corsa proprio davanti a me me lo guardo eccome. Magari vado pure a parlarci, che so, con la scusa di chiedere se è uno spartano. Oggi son figa. Appoggio libro e la mela (prima gli do un morso che ho fame e mi servono energie) e parto con una camminata da far invidia a Naomi Capbell.

Lui è li, davanti a me, bello come il sole e sudato più di un sudoselfie. Ad un certo punto alza lo sguardo, mi vede, sorride… Saluta…
Saluta? Me?
Ah no… Solo la ragazza dietro di me ed i suoi leggings seconda pelle portati con grazia per tutto il parco.
Mi sono sentita una scema, avevo talmente messo in gioco i miei sentimenti che non mi ero resa conto di giocare da sola.
Più tardi, però, mi sono ritrovata a pensare alle favole. Mangiando gallette di riso senza sale e guardando Sex and the city in TV per aggiungere un po’ di sapore alla mia insipida vita, sento Carrie chiedersi

“Noi donne vogliamo davvero solo essere salvate? E se il Principe Azzurro non fosse mai arrivato? Biancaneve avrebbe dormito per sempre nella sua bara di cristallo?”

O dopo un po’ si sarebbe svegliata, avrebbe mangiato una mela super light, trovato un lavoro, fatto il suo workout e un sudoseflie diverso ogni giorno? Magari con un nano a fianco per sembrare più slanciata!

Siamo dunque predestinate geneticamente ad una vita in attesa d’essere salvate o forse grazie ai workout quotidiani (e qui non parlo solo di sport) possiamo partire dalla condizione di ‘principessa in perenne attesa’ per arrivare a quella di ‘protagonista’? Non ho la certezza dei risultati ma questa volta scelgo di allenarmi. E quando arriverà  il mio principe mi troverà bella sveglia e decisamente in forma.

Diario di una spartana. Day 6: l’amica perfetta

Riflessione serale sull’amica perfetta. Tutte ne abbiamo una e la mia è decisamente Natalie. L’ho conosciuta da poco, lavora anche lei come segretaria in un ufficio al mio stesso piano e, sinceramente, all’inizio mi stava un po’ sulle palle. Il fatto è che mi sono appena trasferita e non posso certo fare la schizzinosa! Lei è la classica magra che mangia tutto quello che vuole ed al massimo si vede aumentare le tette.

Lei è bionda con i capelli che fanno Swish, lo smalto che non si sbecca, i vestiti griffati comprati da papà e una schiera di pretendenti più nutrita dei partecipanti ai provini di MasterChef. Il soprannome che le ho appioppato dopo mezz’ora è stato ‘Natalie Barbie prostituta’. Un po’ perché, appunto, si ritrova un corpo da far invidia a Barbie e un po’ perché quel corpo è sistematicamente vestito il meno possibile. Roba che d’inverno io soffrirei di gastrointerite cronica (che sia forse questo il suo segreto per restare magra?).

Non che risparmi eh… Ogni suo ‘straccetto’ costa tanto quanto il mio intero armadio. Come ogni Barbie che si rispetti è completamente accessoriata con la borsa perfetta ed i giusti accessori.

Io ho così tante cose in borsa che sembro appena uscita da un supermercato in una giornata di sconti, lei è sempre leggiadra come una gazzella. Io, se devo prendere le chiavi dalla borsa, devo prima togliere cellulare, accendino, fazzoletti, bottiglietta d’acqua, caramelle e poi, forse, nel fondo trovo le chiavi. Roba che nemmeno la ricerca del Santo Graal risulterebbe così faticosa.

Lei pesca le chiavi, ovviamente attaccate ad un Charms Louis Vuitton come fossero li ad aspettare solo di aprirle la porta per farla passare. Geneticamente programmata per essere figa, educata fin da piccola ad essere la compagna perfetta, ogni tanto se ne esce con delle vere e proprie perle di saggezza come “Quando un ragazzo ti invita a cena, mangia con gusto per far vedere quanto apprezzi il suo invito ma avanza sempre un po’ di cibo per far vedere quanto sei morigerata”.

Oh cavolo, ecco cosa ho sempre sbagliato: nelle rare occasioni in cui sono stata invitata a cena ed erano altri a pagare io ho sempre mangiato dall’antipasto al dolce. Se avessi potuto fare anche il bis senza perdere la mia dignità l’avrei fatto più che volentieri. Ok, in un paio di occasioni l’ho fatto davvero, ma il compagno pagante si era già rivelato per il cretino che era e quindi stavo solo prendendo il mio risarcimento. Che un uomo si conquisti con la morigeratezza? Ma non è un controsenso detto da una che studia appositamente un look da zoccola? “Non sono zoccola”, dice lei, “Zoccoleggio!”

Morigerati in cucina dunque, ma non a letto, ecco la formula segreta!

Fatto sta che Natalie cura ogni dettaglio. E’ sempre impeccabile e ne fa una questione di orgoglio. Se dovesse trovare una ragazza vestita uguale a lei riuscirebbe a corromperla e mandarla a cambiarsi. O comunque a farla sparire in qualche modo. Più che seguire la moda è la moda che si adatta ai suoi capricci. Ogni volta che dice “non ho niente da mettermi” la sua carta di credito inizia a fare riscaldamento e si prepara ad un workout da album nero. Vista da fuori sembra dunque una che ottiene tutto quello che vuole con facilità.

Insomma, insopportabilmente perfetta. Poi, un giorno, davanti ad un cupcake al triplo cioccolato (lei, ovviamente) ed un the verde (io, tristemente) le cose sono cambiate e l’ho vista per quell’amica che in realtà è.
All’ennesimo commento del tipo “Questo tubino si adatta perfettamente alla mia ossatura minuta”  non ho resistito e ho deciso di affrontarla “Se senza una borsa Prada ti senti nuda (ovvio, non sei vestita per nulla), come puoi voler uscire a pranzo con me, la regina dell’extra large?”

Risposta? “Io credo di essere uno specchio…”.
Ok è fusa, non potevo pretendere altro… ma mi sono distratta un attimo flirtando con il suo cupcake e non sono riuscita a fermarla. Così, presa la tangente, ha proseguito “Quando incontro qualcuno in parte sono quello che rifletto agli altri ma in parte quello che gli altri rimandano di me stessa”.

??? Sono confusa, sarà forse la carenza di zuccheri ma il suo discorso forse ha un senso.
Se io mi piaccio davvero piacerò anche agli altri. Se non mi apprezzo per prima posso anche essere la più bella donna del mondo ma agli occhi degli altri emanerò insicurezza, negatività e vittimismo. E puoi anche vestirti Armani, ma certe cose non le copri”.

Non per essere ripetitiva ma tu non copri nulla, tesoro! Ormai però ho deciso di capire dove vuole andare a parare…
“Quando sono davanti a te, vedo la me “bella come il sole” che sono, e anche un po’ la me “pazza – caso clinico da studiare” che mi rifletti. Lo so che mi consideri così, tranquilla. E mi piace! Lo trovo così chic.

“Ah ecco, mi sembrava stesse durando da troppo tempo il suo momento di lucidità…”
Fatto sta che, dall’alto dei suoi Gucci tacco 16, non si è mai permessa di criticare il mio modo di vestire. O di non truccarmi. O di comprare le scarpe dando la priorità alla comodità. Ok, quest’ultima cosa l’ha giudicata eccome, ma è piccola rispetto al resto. Ma quanto tempo ho perso ad “odiarla” o prenderla in giro e quanto invece il suo modo di fare, così lontano dal mio, mi potrebbe aiutare a migliorare?

Tornata a casa, mentre guardavo in TV ragazze perfette in abiti perfetti con sorrisi perfetti non ho potuto fare a meno di chiedermi quanto il giudizio degli altri abbia influito sulle mie scelte. Anzi, a questo punto, quanto il mio giudizio su me stessa (sempre attribuito a colleghi ed amici per comodità o codardia) mi abbia tenuta intrappolata in una sorta di limbo.

E’ agli altri che non piaccio o sono io a non piacermi? Sono in grado di essere la mia prima amica o sono in grado solo boicottarmi? C’è solo un modo per saperlo… Devo affrontare la mia nemesi… Me stessa!

Diario di una spartana. Day 7: gli uomini sono come lo yogurt

Oggi è una bella giornata. Ripeto: oggi è una bella giornata. Oggi è una bella giornata… Quante volte devo scriverlo perché diventi vero? Ricomincio il lavoro e avrò mille impegni, ma alla fine faccio una cosa che mi piace. E poi ora sono una spartana quindi “Go, go…”

Per affrontare la giornata ci vuole una bella colazione, pasto che io saltavo sempre ma che ho imparato essere indispensabile. Si perché nel frattempo sono evoluta e da “Donna sportiva” sono passata a “Donna sportiva a dieta” Anzi, no, meglio ancora “donna sportiva che vive con un sano stile di vita” Se non la chiami dieta sembra meno peggio. Mi sono iscritta a ViviLight, il sito parallelo a quello fitness. Ho scoperto che ci sono una sacco di trucchetti per mangiar bene e restare in super forma. La prima regola di ViviLight è che non si parla di ViviLight… Anzi, no, scherzo 🙂

La prima regola di ViviLight è la Regola del piatto“. Prima o poi la capirò ma per ora so che devo metterci un po’ di tutto e mangiarne il giusto. Cioè… so che non è proprio così ma a digiuno il mio cervello non connette, leggerò meglio dopo.
La seconda regola è “Acqua e limone a colazione”  Oh Dio, ho fatto rima! Facendo parte della setta nella setta, sento il dovere morale di provare… Ma se ci metto lo zucchero va bene uguale? Ah no, al massimo sciroppo d’acero. Certo, perché tutte le persone in Italia hanno sciroppo d’acero in casa.

Urge una spesa decente. Deciso! Oggi dopo il lavoro mi fiondo al supermercato. Per ora mi adatto a ciò che ho in casa: L’ultimo biscotto (dovevo finirli, mica si butta il cibo!), latte e caffè ed uno yogurt. Ovviamente ho scoperto che il mio yogurt 0% grassi, tutta salute e fermenti, ha un mare di zucchero dentro… Che stronzo ingannatore! Non si fa così ad una povera ragazza a dieta! Mi sento tradita da quello che credevo un amico.

Dura lezione di vita imparata, ‘gli yogurt sono come gli uomini‘: sembrano una cosa leggera ma ti appesantiscono la vita (in senso stretto ed in senso lato). Presi duri e puri sono acidi ma mascherano bene il tutto con extra farlocchi quanto superflui. Ecco perché hanno sempre scadenza breve! Ma perché mi piacciono così tanto gli yogurt?!?

Ok, lasciando le mie teorie assurde da parte, decido di riassumere i primi insegnamenti e fare una lista della spesa:
Biscotti senza olio di Palma, uova, latte, farina bianca, grassi e zucchero… Perplessa, con che ingredienti li faranno? Ma proseguiamo fiduciose senza lamentarci da subito.
– Le zucchine per fare gli spaghetti
– il broccolo per fare la pizza
– I fagioli per fare la Nutella
– i Wasa al posto del pane (solo a me questo nome ricorda un gruppo Dance Svedese anni 70?)
– il tofu al posto del formaggio
– Lo zucchero di canna integrale (certo, sennò i biscotti si sentono offesi). In alternativa lo sciroppo d’acero
Limoni come se piovesse…
– Le banane per fare i pancacke
– Il latte, ovviamente, è fatto con tutto tranne che col latte: riso, soia, mandorle, avena… C’è solo l’imbarazzo della scelta!

Ma se mi facessi un’insalata con la lasagna andrebbe bene uguale?
C’è ancora qualcosa che si fa con il qualcosa canonicamente predisposto? Aggiungiamoci che ho letto che si lavano i capelli con lo zucchero di canna o con la farina d’avena e, davvero, mi sento una terreste precipitata su un paese dove vige la regola “del tutto è il contrario di tutto”.

Forse è la terza regola del ViviLight Club ed io me la sono già persa. Ma quanto gentili e quanta pazienza hanno quelle sante donne delle admin? Sfogheranno poi tutto con i biscotti?  Non credo, son tutte secche secche. Sfogheranno insultando il capo Vi? Per me un po’ lo prendono per il culo 😉

MISSIONE: devo farmele amiche e carpire i loro segreti. Devo entrare nel FightViviLight.
Tutto questo parlare di cibo mi ha fatto ricordare con grande affetto la nonna. Lei sapeva cucinare con la stessa grazia di una ballerina alla Scala e il sorriso di una bimba la mattina di Natale. Ma ricordo anche che nonna era un ‘donnino’ di 110 Kg che non avrei mai voluto incontrare di notte per strada! Noi andavamo sempre da lei per la vigilia di Natale e riuscivamo a digerire quella cena giusto in tempo per la grigliata di ferragosto. Quando andava bene!

Inutile prenderla in giro, i geni ereditati son quelli, devo assolutamente muovermi finché sono in tempo.
Così, tutta eccitata per avere qualcuno che mi da una mano, raccolgo l’ultima briciola dell’ultimo burroso biscotto ed esco di casa. Al lavoro la prima persona che incontro è la responsabile di reparto. Di solito appare, sorride di un sorriso che farebbe paura ad un serial killer dei più efferati, ringhia qualche ordine e poi sparisce. Oggi mi fissa per tre secondi netti. In quei tre secondi il mio cuore si ferma, riparte, fa una capriola, fa la giravolta, la fa un’altra volta. Guarda in su, guarda in giù e da un bacio…

A no, sto divagando. Fatto sta che si avvicina e mi dice, testuali parole, “ti trovo in gran forma!” Fermate il tempo! Riavvolgetelo! Qualcuno prenda un iPhone e filmi tutto!!! Perché non c’è mai nessuno pronto in questi momenti? Ma in fondo non serve, resterà impresso a vita nella mia mente e nel mio cuoricino di cicciottella timida. Un complimento dalla dispensatrice professionista di critiche!

‘Il mondo è cambiato, lo sento nell’acqua, lo sento nella terra… lo avverto nei corridoi del potere”

Sono così felice che oggi potrei vivere di sola aria, se non fosse che ho già fame. Fatto sta che resisto alle macchinette, arrivo a casa, faccio il mio workout tutta felice e, sudata come non mai, mi tuffo nella vasca da bagno.
Oggi è stata una giornata tutta sottosopra. Quello che però mi chiedo è “Sono i piccoli eventi a cambiarci la giornata o siamo noi che cambiamo prospettiva nel guardare le cose? Comprare cibo mai mangiato, sorridere ad un complimento che prima mi avrebbe lasciata di pietra…

Che stia camminando a testa in giù? O, finalmente, che l’abbia dissotterrata dalla sabbia per camminare a testa alta? Quando tutto cambia fa un po’ paura ma gli allenamenti mi hanno insegnato a non mollare e a portarmi a casa il risultato. Questa sera gongolo, domani sarà un altro workout della vita. Ora vado a farmi una cavolo di pizza… Ah, no, una pizza di cavolo:) E per dolce, in attesa di un uomo… Yogurt e pesca!

Diario di una spartana. Day 8: cassetti pozzo

Appena sveglia trovo 12 messaggi e 5 chiamate sull’iPhone, tutte dal lavoro… Che vogliono quelli? Non sanno che quando dormo, dormo!
Leggo solo il primo messaggio: “Urgente, vieni il prima possibile! Qui è il delirio più totale!” Son qui da poco, li manderei volentieri a difendere le Termopili (questa cosa della setta mi sta proprio contagiando) ma ho bisogno di quel lavoro.

Ok, modalità Flash Gordon on: doccia, vestiti, trucco e parrucco in 15 minuti netti. Nel frattempo rispondo ai messaggi, mangio una banana e uno yogurt greco, chiamo mia madre che mi ha vista ieri ma per qualche assurdo motivo si è convinta che nel frattempo io sia stata derubata, stuprata ed uccisa e do pure le crocchette alla gatta Nemesi. Si faccia avanti chi dice che che noi donne non siamo mai pronte!

Tutto apposto, devo solo prendere le chiavi della macchina e buttarmi nel traffico… Dove cavolo sono? Calma e fai mente locale: ieri avevo la camicia bianca con jeans e le scarpe testa di moro quindi sicuramente ho usato la borsa di cuoio con le nappe… Ma dov’è ora?

Oh cazzo! Cazzo! Oh cazzo! L’ho prestata a mia madre!!!
Calma, se non voglio essere licenziata devo mantenere la calma… So di avere delle chiavi di scorta… Sicuramente nel “cassetto  pozzo”. Io sono convinta che ogni casa sia dotata di cassetti pozzo dove finiscono tutte le piccole cose che non si sanno dove mettere: batterie (poi sempre scariche), torce per le emergenze (che durante le emergenze non si trovano mai), chiavi sparse (ti prego, fa che ci siano anche quelle della macchina), lettere che non si sa se buttare o meno (col rischio di finire in TV a programmi assurdi come ‘Accumulatori seriali’)…

Mi fiondo nella speranza di trovarle e, ovviamente non ci sono. Ho un lampo di genio e corro dalla vicina di casa pregandola di prestarmi il suo scooter. Ovviamente ho la gonna e per strada sono praticamente con i prosciutti al vento, arrivo al lavoro pettinata stile Marge Simpson  per scoprire che la grande emergenza era un allegato che la mia responsabile non riusciva a scaricare. Senza parole!

Lavoro 8 ore cercando di ignorare le patatine che mi guardano dalla macchinetta… Le stronze hanno pure i riflettori puntati per farsi notare meglio! Mollo tutti e me ne vado a casa.
Ovviamente è passato il postino ed io non c’ero, andrò domani a ritirare, sempre se recupero le chiavi. Minimo era il Kettlebell che aspetto con ansia. Ma eccomi a casa, finalmente.

Questo è uno di quei momenti in cui desidererei fortemente avere a portata di mano un bicchiere di Brandy. Uno solo! Vorrei poterne bere un sorso, degustarlo con rilassante calma British per poi versarlo lentamente, goccia a goccia, sul taglio che mi son fatta col tagliacarte in ufficio! Farebbe davvero meno male di quello che in realtà devo fare… chiamare madre!

Campionessa olimpionica nello “sfruttamento del senso di colpa” ne approfitta e mi costringe ad andare da lei a cena. Cena che si svolge rigorosamente alle 18,30 (orario da ospedale, sarà perché lei è infermiera?) e solitamente prevede cose tipo burro condito con olio e fritto dentro lo strutto (questo è molto meno ospedaliero). Durante tutta la cena, come non fosse abbastanza pesante, si è analizzato con meticolosa precisione il mio stato da single, le mie doppie punte e il mio disordine cronico.

Torno a casa esausta, decisa come non mai a fare il mio workout. Ovviamente devo prima aspettare un paio d’ore dopo la cena così, non so nemmeno io perché, col giornale in mano ed una tazza di tisana digestiva nell’altra, apro un’ultima volta il cassetto pozzo come a volerlo maledire e, proprio in cima, vedo le chiavi. Cazzo! Cazzo, cazzo, cazzo!

Io e il mio disordine cronico! Ho i nervi a fior di pelle! Mi cambio, scelgo una playlist rock  tra quelle realizzate da Workout Italia ed inizio il mio workout. Parto con rabbia… Il riscaldamento di Jillian mi fa un baffo, non vedo l’ora di arrivare ad esercizi più tosti. Poi, pian piano, mi calmo. Conto le ripetizioni, allineo il respiro, penso solo a me stessa per un po’ e tutto si chiarisce nella mia mente. Forse anche noi siamo ‘cassetti pozzo’.

Forse se accumuliamo troppa roba rischiamo di non trovare quella importante nel momento in cui ci serve davvero. Ogni tanto dovremmo fare ordine tra le nostre priorità: buttare le cose che ci fanno star male, mettere sul fondo quelle inutili che ci preoccupano o portano ansia e lasciare in bella evidenza quelle che ci possono aiutare nei momenti di crisi. Lo stretching finale lo faccio con una nuova consapevolezza: mentre ogni singolo muscolo si allunga e sembra trovare la sua giusta posizione realizzo che devo guardare tutto con un certo distacco.

Spesso le cose che ci servono le abbiamo sotto i nostri occhi ma se ci fissiamo solo su una in particolare rischiamo proprio di non vederla. Forse sono troppo filosofica mentre faccio workout ma, nel dubbio, dopo la doccia, ho fatto un po’ d’ordine nel mio cassetto. E non solo quello degli oggetti sparsi.

Diario di una spartana. Day 9: workout per corpo e spirito

Sveglia, doccia, caffè… Workout-Italia
Sì perché ormai è diventato un po’ un rito, come lo era la colazione al bar sotto casa. Quello in cui trovi sempre le stesse persone e diventano quasi una seconda famiglia. Molto allargata, con gente di tutti i tipi, ma pur sempre una famiglia. Anzi, meglio, perché le persone te le scegli e non ti vengono imposte. Certo, al bar mi davano un bel cornetto alla crema, qua c’è il capo che mi da il buongiorno e mi fa muovere il culo, ma è pur sempre una coccola.
Sfoglio, sfoglio… Culi, culi… Tette, tette… sudoselfie… Eeeee bam!

Addominalepernatale2! Fanno il remake? Posso io, che ormai mi sento spartana fin nell’acido lattico, farmelo sfuggire? Giammai!
Quanto li avevo presi per il culo leggendo di addominalepernatale ad agosto? Ora mi sento un po’ in colpa. Sono già in ritardo ma non voglio aspettare il terzo capitolo della saga, metti che non trovino i finanziamenti per realizzarlo! Faccio, partire il download e decido di aggiungerlo questa sera dopo BR.

Esco di casa tutta entusiasta, avere un progetto mi mette di buonumore.
Mentre vado al lavoro mi fermo a comprare una rivista. Leggo il mio oroscopo, mi consiglia di non aspettare oltre per realizzare un mio progetto (quando si dice il destino). Dice anche che l’amore è dietro l’angolo ma io ho il senso dell’orientamento di Pollicino e se non mi fanno la fila di briciole non lo troverò mai quell’angolo.

Uscita dal lavoro un paio di ragazze mi invitano ad un aperitivo. Lavorano nel mio stesso palazzo e sono il prototipo della segretaria sexy unita ad una modella pret a porte. Ovviamente le odio. Da quando sono a dieta, poi, odio pure gli aperitivi perché ti costringono a stare ore davanti ad un solo bicchiere e tremila stuzzichini che però non puoi mangiare. Una vera prova di resistenza, altro che cardio 🙁
Declino con una scusa e mi fiondo a casa a fare il mio workout.

Oggi tutti quelli del gruppo che parlavano di Body Revolution commentavano il Workout 3 come se fosse una vera e propria discesa all’inferno. Vorrei già essere qui a farlo, vorrei dimostrare a me stessa di potercela fare. Inizio il mio workout è già penso ad addominalepernatale da fare subito dopo. Finisco di insultare Jillian, bevo un goccio d’acqua, faccio partire ancora una valanga di insulti generici a tutti i trainer del mondo solo perché esistono e poi apro il video degli addominali.

Voglio restare al passo con le altre per potermi confrontare quindi inizio dalla sessione 3. Ok, altro che Jillian. Questa è Barbie fior di pesco versione asiatica. È bellissima, super sorridente, con la voce da Puffetta felice davanti ad una torta di puffbacche… Sarà uno scherzo!
Oh… Mio… Dio!!! Quegli obliqui dovrebbero essere illegali! Per me venivano annoverati nei testi medievali tra le torture durante la caccia alle streghe: li sai fare? Non sei umana, al rogo! E lei? Fatele un esorcismo e toglietele Terminator dal corpo.

Sicuramente è posseduta da qualche forza oscura perché, davvero, non è possibile fare quelli esercizi parlando (sempre come Puffetta) e sorridendo allo stesso tempo! Voglio l’anti doping. Voglio l’analisi delle puffbacche! Mi incavolo da morire, penso che a Natale non sarò pronta, che sono troppo indietro con tutto, che tanto vale mollare…

Mi butto in vasca arrabbiata. Il caldo umido mi tranquillizza un po’.
Mi rendo conto di quanto sto meglio appena fatto il mio workout. Così mi chiedo: quanto è giusto pensare al futuro e quanto invece è meglio godersi l’attimo? I risultati di domani li costruisco ora. Le scelte di oggi sono la base della me stessa di domani. E allora, a prescindere dai risultati, penso sia giusto continuare ad allenarmi e soprattutto a gratificarmi e coccolarmi un po’ per quello che sto facendo per me stessa. Credo che al prossimo aperitivo accetterò con entusiasmo, magari le segretarie modelle sono anche simpatiche.

E poi non sia mai che seguendo la fila di briciole (se son di focaccia, poi,  le seguo sicuro!) mi ritrovi proprio in bocca al mio grande amore. Anche se mi chiedo ‘perché cazzo sta nascosto dietro un angolo?’ Non sa che non siamo più bambini ed è finito il tempo di giocare a nascondino?

Non penso affronterò mai la vita come Puffetta/Barbie/Terminator ma credo mi allenerò ogni giorno prendendola con più calma, con con meno pretese di risultati ed anche un sorriso da Barbie (senza esagerare eh… Quella è da diabete). Anche oggi il mio workout l’ho portato a casa. Workout del corpo ed anche dello spirito. E comunque… Filosofie a parte, a Natale se non ho gli addominali giuro che mi mangio un panettone intero con crema al mascarpone per protesta. Stay tuned

Diario di una spartana. Day 10: in quei giorni…

Buongiorno mondo, buongiorno nuova giornata che mi aspetta carica di sorprese e cose nuove da fare, buongiorno a tutti!

Il sole sorge… I clacson cinguettano… Ora che ho fatto il mio dovere, se permettete, vi saluto tutti quanti e me ne torno nel letto. Diciamo che per due o tre giorni mi sento nel pieno diritto di odiare il genere umano, con particolare accanimento nei confronti di quello maschile, e di dare libero sfogo al mio cinismo.

Perché?!? Essere a dieta in preciclo non è umanamente possibile. Dovrebbe proprio essere stato abolito dalla convenzione di Ginevra. E, attenzione, non sono una che si lamenta spesso!
Noi donne, diciamocelo pure, abbiamo una soglia di sopportazione del dolore infinitamente più alta degli uomini. Ricordo ancora l’estate scorsa quando mi sono squarciata un polpaccio cadendo sugli scogli… C’era sangue ovunque… Chiamarono un’ambulanza…

Arrivò a fatica per via della zona isolata ma, nel frattempo, avevo già tolto la Tshirt, l’avevo strappata e legata intorno al polpaccio. Poi avevo anche aiutato i paramedici a caricare il mio amico Andrea che, vedendomi, era svenuto battendo la testa ed era stato portato in pronto soccorso. Io ci ero andata per conto mio, mi ero fatta suturare, ero tornata a casa ed avevo pure fatto un paio di muffin da portare ad Andrea perché mi sentivo in colpa.

Insomma, siamo in grado di gestire qualsiasi situazione! Qualsiasi, tranne la fame pre ciclo! Donne minute e delicate come farfalle che per una settimana al mese si trasformano nella versione più affamata di un drago appena uscito dal letargo. Andranno in letargo i draghi? Boh…
Fatto sta che io minuta e delicata come una farfalla non lo sono di certo, figuriamoci in quei giorni! Così mi sveglio ed inizio facendo colazione con sei biscotti (integrali, ovviamente, perché sono pur sempre a dieta), una banana (serviva il potassio), due o tre fette di pane ricoperte da mezzo Kg abbondante di Nutella ed un buon caffè.

Poi, non contenta affondo il cucchiaino nel vasetto perché abbandonare la Nutella così, senza un ultimo saluto, mi pareva proprio brutto. Il senso di colpa si è fatto sentire prima ancora del peso sullo stomaco ma mi sono ripromessa di essere brava durante la giornata e rimediare allo sgarro con il mio workout.

Tempo di arrivare in ufficio e, ovviamente, il senso di colpa è stato scacciato come un insetto colpito da un uragano. Uragano che ha creato un vortice nello stomaco costringendomi (perché io, giuro, non volevo) a mangiare dei cracker dalla macchietta. E un Kinder Bueno (però era fondente!). Quante balle riusciamo a raccontarci? Secondo me sono gli ormoni che si impossessano di noi e manipolano i nostri pensieri. A forza di te caldo e bottigliette d’acqua sono arrivata all’ora di pranzo. Vi siete mai chieste perché noi donne andiamo così spesso in bagno? Ora lo sapete.

A pranzo ho preso una bella insalatona che mi ha resa orgogliosa di me stessa e mi ha dato il permesso psicologico di concedermi un caffè zuccherato. Seguito da un muffin. Ma giuro che era ‘vegano e col 30% in meno di calorie dei più comuni muffin in commercio’. Chi si inventa queste strozzate da scrivere sulle confezioni? E, detta tra noi, chi si inventa le cazzate ancor più grosse scritte sugli assorbenti?

“L’aumento della creatività e dell’immaginazione più in generale è uno degli effetti positivi che si possono manifestare nella fase premestruale”. Però un fondo di verità c’è: infatti ho appena pensato a 12 modi diversi per uccidere questo cretino (perché è un uomo, sicuro) usando la sola mano sinistra.

Con queste riflessioni arrivo in ufficio mangiando solo una caramella che probabilmente vagava nel fondo della borsa da così tanto tempo che si era autoconvinta di essere Frodo Beggins alla ricerca dell’unico anello. Tutto il mondo, ovviamente, ce l’ha con me e decide di remarmi contro. Oggi è il compleanno del mio capo ed il cretino che fa? Porta una torta da offrire a tutti. Lui che non ha mai offerto nemmeno un bicchiere d’acqua, lui che probabilmente nemmeno sa come mi chiamo si avvicina a me (che mi ero tatticamente nascosta dietro una stampante) e mi offre personalmente la torta. Lo guardo con uno sguardo tale che l’ha indotto a pensare, in ordine:

  1. Questa è nuova, non vuole approfittare, ed è timida (povero illuso)
  2. Questa ha così fame che mangerebbe pure un bue muschiato, dopo aver mangiato me come antipasto (ci sei andato molto vicino)
  3. In quei giorni… Meglio stare lontani! (Bingo! Risposta esatta, confermo e l’accendiamo)

Perché ci saranno pure donne che in quei giorni si coccolano col cibo senza ingrassare, indossano pantaloni bianchi al limite della trasparenza e vanno in paracadute… Ma ci sono anche le comuni mortali che pensano a fare Body Revolution come fosse una scalata dell’Everest. E allora, io dico, lasciateci in pace!

Penso che, dato quanto ho già mangiato, una fetta di torta non cambierà certo la situazione. E poi devo socializzare e farmi notare in ufficio! Decido di fare la sociale, ringrazio e prendo tutta felice la mia torta (ho pure una valida giustificazione). Sto per addentare il primo peccaminoso morso quando si avvicina una collega, mi squadra e dice “Pensavo fossi a dieta e che non mangiassi certe cose”

Ora… In quei momenti di solito o non mi viene in mente nulla o mi vengono parole che farebbero vergognare uno scaricatore di porto ubriaco e col mal di schiena… Così finisce sempre che me ne sto zitta. Non so proprio che dire, giuro! La via di mezzo non riesco a contemplarla. Incasso il colpo, saluto tutti e torno a casa. Mi aspetta Br seguito da addominalepernatale.

Mi cambio, metto il video e parto sfogando tutta la mia frustrazione. Insulto Jillian in 4 lingue conosciute ed un paio di lingue ormai morte. Alla fine sono sudata, puzzo come un caprone tibetano, ma ho la mente lucida e mi sento meno in colpa per la disastrosa giornata. Ad un certo punto, sto ancora raccogliendo i mie pesetti, arriva l’illuminazione! “Pensavo fossi più intelligente e non dicessi certe cose!” Sono fiera di me, saltello sul posto con l’ultimo briciolo di energia residua ma poi penso che ormai è tardi…

Ho ‘googlato’, come mio solito, ed ho scoperto trattasi di “Esprit de l’escalier”, ossia quella particolare situazione nella quale una frase che si sarebbe voluta usare come replica immediata e vincente a una provocazione verbale arriva in ritardo. In pratica la mia vita finora. Ma… c’è un ma grosso una casa! I workout mi hanno insegnato ad essere più reattiva, a non mollare proprio nei momenti di maggiore difficoltà, a tirar fuori la grinta. Non è facile eh… Porca miseria se non lo è! Ma credo sia uno dei workout più soddisfacenti.

La prossima volta che mi sentirò in difficoltà immaginerò Jillian mentre urla “Stay with me!” E so già che con Jillian ci saranno anche 50000 altri spartani a darmi la forza. Grazie al gruppo sono meno sola… Il gruppo fa la forza… Mal comune mezzo gaudio… Non ci sono più le mezze stagioni…

Che faccio, mi candido come scrittrice delle frasi sugli assorbenti?Hai voglia di mandare affanculo il tuo capo, tua madre o il panettiere che ha finito il pane integrale? Oggi puoi!“, ” “Stai male e non hai voglia di fare il tuo workout? Muovi il culo bella!” 

Diario di una spartana. Day 11: ricette di vita

Ok, il corpo è sveglio, la mente è ancora in piena fase REM. Ieri sera sono uscita con un ragazzo conosciuto ad un aperitivo. Natalie ha sbriciolato diverse molliche di pane per me, ed era davvero impossibile non andarci a sbattere. In pratica ha organizzato tutto lei approfittando di una maratona cinematografica sugli X Men (si, lo so, mi piacciono i film ispirati ai fumetti, che ci posso fare?).

Cena e cinema dunque, niente di complicato, solo che ho fatto parecchio tardi. Ho davvero sonno ma sono già in ritardo. Sono l’unica persona al mondo che riesce ad essere in ritardo prima ancora di iniziare la giornata. Doccia bollente e scendo di corsa le scale, la giacca in una mano e l’iPhone nell’altra; nemmeno accendo la luce dalla fretta! Sto guadagnando qualche prezioso minuto, un attimo prima ero soddisfatta di me e poi, improvvisamente, succede: credevo di avere ancora un gradino ma non è così… Sento il vuoto sotto i piedi e mi ritrovo col culo a terra. Ma che sportiva sono?

Rido e piango allo stesso tempo. Come farò a fare gli squat questa sera? Come potrò avere un bel B-side, essere più sicura di me e trovare l’uomo della mia vita? Ma perché cavolo penso agli squat? Forse perché, in fondo, gli squat sono una perfetta metafora della vita? Pensandoci… Ti sforzi un sacco, arrivi inevitabilmente col culo quasi a terra ma, appena un attimo prima, ecco che usi tutta la forza che hai per tirarti su. E se ci riesci pensi proprio sia una questione di culo!

Così decido di raccogliere le forze ed alzarmi. La caviglia è gonfia e dolorante, telefono in ufficio ed avviso che lavorerò da casa mandando tutto via mail. Sembra non ci siano grossi problemi così mi metto al PC e cerco di non pensare al dolore. Lavoro sodo ma, quando ho finito, sono completamente rigida.

Per oggi niente workout… ma se facessi addominalepernatale? Io ci provo eh…

Barbie/puffetta/terminator è sempre più solare. Spero vivamente nell’autocombustione umana.

Fatto il mini-workout mi sento mini soddisfatta. Dato che dovrò pranzare a casa decido di preparami qualcosa di super light e sano per compensare la mancanza di allenamento. Accendo il PC e faccio passare le ricette di ViviLight in cerca di qualcosa adatto a me.

Non so perché ma mi ritrovo a riflettere su una cosa davvero strana: se si trovasse il modo di rendere light anche i rapporti con le persone? Soprattuto col complicatissimo genere maschile, ovviamente! Quante volte ci facciamo fregare non tanto da chi abbiamo davanti ma da tutto il nostro bagaglio emotivo? Proprio come in cucina, insomma: è il condimento che frega!

Già lo scrissi, gli uomini sono come gli yogurt: sembrano una cosa leggera ma ti fregano sempre perché nascondono un sacco di zucchero per mascherare quanto sono acidi! Sia ben inteso, un po’ di acidità ci vuole eccome, ma giusto quel poco per contrastare il dolce e non diventare melensi. In fondo, lo ha detto anche la saggia Jean Grey ieri, nel buio della sala cinematografica,

“Le ragazze flirtano con il ragazzo cattivo ma non lo portano a casa. Sposano il bravo ragazzo”

Questa frase ha portato a due inevitabili conseguenze:

  1. Non ci sarà una seconda uscita perché se vale davvero “fate l’amore con il sapore” qui siamo alivello “gallette di riso” o, che dir si voglia, polistirolo.
  2. Flirtiamo col barattolo della Nutella, ma non lo portiamo a casa (o almeno ci si prova). Siamo brave ragazze, nel frigo ci piazziamo lo yogurt.

Il problema è che io nello yogurt, che di per sé è innocuo e semplice, vedo tutti gli ingredienti nascosti. E la plastica del barattolo. E la data di scadenza, quella “preferibilmente” e pure quella “se non è ben conservato”. Perché, lo ammetto, non sono affatto brava a conservare le cose io. E qui, decisamente, non sto parlando di cibo (una volta tanto!).

Ho una propensione tutta mia personale a complicare tutto. A vivere di ‘se’ e di ‘ma’, sempre in negativo ovviamente. Improvvisamente, anche se sono seduta davanti ad un PC, succede di nuovo… manco un gradino nella scala della vita, sento il vuoto sotto i piedi e mi ritrovo col culo a terra. Ieri sera col tizio (non gli do nemmeno un nome, non gli ho dato nemmeno una possibilità) non è andata malissimo.

Ma già mi ero portata avanti con tutte le possibili controindicazioni e l’ho lasciato sullo scaffale, senza pensare che era pure in saldo e, forse, non mi sarebbe mai più capitata un’occasione del genere.

Così, ancora fisicamente ed emotivamente dolorante, penso a cosa mettere e cosa eliminare nel calderone della vita:

Niente più condimenti pesanti, cibi troppo sofisticati, scadenze brevi e dolci melensi. Assolutamente niente minestre riscaldate o pranzi mammoni…

Si ad ingredienti freschi e semplici, un po’ di spezie per condire la vita, un pizzico di hot che non guasta mai e tanto tanto amore per condire il tutto.

Ma ora basta, tutto questo sottotesto mi ha fatto venir fame 😉

Diario di una spartana. Day 12: diventerò perfetta?

Strano ma vero, questa mattina non sono particolarmente in ritardo.
Faccio colazione e parto con spirito leggero – leggero sfogliando il mio oroscopo…

“Siamo nati corredati di tutto quello che ci serve per essere felici. La felicità però, è come un grosso scatolone dell’Ikea pieno di tanti piccoli oggetti misteriosi da montare ad incastro tra loro.
Esiste un foglio di istruzioni, ma la vita ha ben pensato di non metterle in ordine, e se nessuno ti fa vedere come montarla, può essere davvero difficile. Questa settimana forse riuscirai a trovare il punto 1 e ad iniziare la tua costruzione. Dipende solo da quanto ci tieni”

Paura!!! Ci ha preso in pieno! Che sia stato scritto da mia madre che, ancora dall’episodio della chiave persa, non perde occasione per ricordarmi di montare il mobiletto all’ingresso? Ho provato un paio di volte e, per il nervoso, ho strappato il libretto delle istruzioni. Così sono condannata a perdere costantemente le chiavi ed avere ciclicamente voglia di ovetto Kinder… Ogni cosa che va montata me lo richiama alla mente. E allo stomaco.

E nella vita, quella vera e non quella delle piccole cose di tutti i giorni, è uguale. Mi sono trasferita, ho cambiato lavoro, ho iniziato dieta e workout… Un cambiamento dietro l’altro. Ma per ottenere cosa? Dove sto andando? Devo mettere al primo posto il lavoro o gli affetti? Dieta e workout per essere magra e bella o le coccole quotidiane col cibo spazzatura? Quando sarò perfetta piacerò finalmente a mia madre che, per natura, ha sempre qualcosa da dire? Piacerò alle amiche ‘modaiole’ che mi spingono ogni giorno verso un ideale estetico tutto loro? Piacerò al ragazzo che… Beh, per ora non c’è quindi limitiamoci a “Piacerò ad un ipotetico ragazzo?”.

Per fortuna dovevo partire leggera!!!
Ovviamente, assorta dai mie pensieri finisco per essere in ritardo quindi scappo al lavoro. Pausa pranzo con Natalie: lei pasta al pomodoro e torta di mele, io insalata e aria fritta. Come al solito mi sto rovinando la giornata complicandomi la vita ma poi succede che alzo lo sguardo e lo vedo! Colpo di fulmineMi innamoro perdutamente. E’ più forte di me e non riesco a smettere di fissarlo al punto che Natalie se ne rende conto e mi dice “Buttati!”

Così mi alzo, attraverso la strada rischiando di finire sotto un Q5 (forse l’unico vero modo per piallare la mia pancia, altro che addominalepernatale!) e corro da lui… Il vestito più bello che io abbia mai visto.
Se ne sta li, in vetrina, su un manichino paurosamente taglia 40 che ammicca e mi lusinga dicendomi “Con me addosso si che saresti perfetta!”

Perfetta’ Ancora che ritorna quella parola… La prima cosa che mi viene in mente è che dovrei fare anni di workout per star bene in quel vestito. La seconda è la voce di mia madre che dice “non cade bene, non è la mise perfetta per te, ti ci vorrebe qualcosa di più largo”. Perfetta… Di nuovo…

Ma arriva Natalie, leggera come una farfalla, che mi sussurra “Con un paio di tacchi alti per slanciare le gambe e una cintura morbida per nascondere la pancia non ti starebbe affatto male!” Prendo il mezzo complimento e decido di darmi una possibilità. Entro ed affronto la temibile commessa. Cavolo, è pure gentile! Mi sento quasi in colpa per tutte le volte che ho fatto battute acide sulla categoria. Il vestito ovviamente non fa la stessa figura che faceva sul manichino ma non mi sta affatto male!

E, soprattutto, mi sta una 46!!! Ragazzi, me lo gioco al lotto questo numero! Tutte le volte che su workout-italia dicevano “Butta la bilancia, non guardare il peso ma i cm” io le odiavo tutte. Ma di un odio profondo. Pensavo “Porca miseria… (ok, in realtà ‘porco cazzo’ ma sto cercando di moderarmi anche con le parole) perché questa cosa con me non funziona? Mi alleno, seguo un dieta più o meno sana ma nessun risultato” Forse i risultati ci sono stati e sono io a non vederli! Fatto sta che mi compro il vestito ed esco felice come una bimba la mattina di Natale.

A casa metto la borsa vicino alla TV e me la guardo mentre faccio il mio workout. Jillian, per quasi tutto il Body Revolution, urla, impreca, strepita ma oggi la amo! Ogni fibra dei miei muscoli la ama. Potrebbe anche chiedermi… No cazzo, no… Altri push up non li reggo! Ma alla fine li faccio col sorriso sulle labbra. Imprecando ma anche sorridendo.

Forse la vita è una questione di sfumature? Non c’è solo il bianco o il nero ma si tratta di vedere la giusta combinazione di colori per trovare la nostra felicità. Oggi non mi alleno per piacere a mia madre, alle amiche o a un ipotetico ragazzo. Oggi mi alleno per me stessa, per essere la migliore versione di me stessa. Che vuol dire la ragazza che ama il suo lavoro ma che avrà sempre un po’ di tempo per gli amici.  La figlia che ama la madre ma che deve anche imparare a mandarla un po’ affanculo. (cavolo, devo ridimensionarmi per davvero con questa storia delle parolacce).

La spartana che ha svoltato la sua vita di grassi e pigrizia per uno stile più sano ma che non dirà mai di no ad un buon tiramisù la domenica. E, soprattutto, la maniaca dello shopping che oggi si è comprata uno splendido vestito ma che domani si comprerà un Kettlellbel! Ora lo so che non è una variante della Sacher ma la voglio lo stesso. Siamo donne, siamo fatte di milioni di frammenti e sfumature come i diamanti, dobbiamo solo imparare a brillare.

Credo che i workout mi stia aiutando molto a cambiare ma anche ad osservarmi di più e prendere coscienza dei cambiamenti. Se la dieta mi ha fatta dimagrire, gli allenamenti mi hanno dato la piena coscienza della forza e della costanza che ho avuto. Non ringrazierò mai abbastanza workout-italia per questo. O meglio, subito dopo proverò a farlo mettendo il mio prima e dopo ma ora provo, per l’ennesima volta, a montare il mobiletto Ikea perché, se anche non ho più le istruzioni, ho decisamente trovato il punto 1. La base per partire e costruire la mia felicità. Una chiave che non verrà mai più persa perché ha trovato la sua giusta collocazione nel muscolo più importante: quello del cuore.

Diario di una spartana. Day 13: l’inferno di workout italia

Nel mezzo del cammin del mio workout mi ritrovai in un stallo oscuro,

che la diritta via era smarrita.

Venne in mio soccorso Vin Metano che,

prendendomi per mano,

divenne guida e maestro fraterno

nella discesa per il periglioso inferno…

“Molti spartani che la via hanno smarrito

ti faranno capire che ogni errore non resterà impunito”,

mi dice Vin col sorriso di un bimbo.

Andiam dunque e iniziamo col limbo…

1 IL LIMBO: Ovvero tutti coloro che si sono iscritti con la classica promessa “inizio lunedì” e poi si sono limitati a vegetare in eterno nel gruppo leggendo i successi e i fallimenti degli altri. Nessuna punizione, solo che non sanno che si perdono!

2 I LUSSURIOSI: O, in genere, i peccatori incontinenti. Termine complicato per definire gente che concentra il proprio amore verso giuste cause ma nella maniera sbagliata. Qui nel gruppo troviamo chi vuole dimagrire a tutti i costi e fa diete assurde o pretende, dopo anni di inattività, di fare 25 workout al giorno per avere prima risultati visibili. I più famosi lussuriosi nella Divina Commedia sono Paolo e Francesca: cognati giovani e belli che si innamorano leggendo insieme un libro ma vengono fatti fuori dal marito di Francesca.  Tra l’altro, le era stato appioppato dalla famiglia che aveva ben pensato di sistemarla con un uomo anziano, grezzo e pure zoppo. Morale della favola? Fuggite a gambe levate dai ragazzi che piacciono a vostra madre e puntate direttamente ad un giovane e prestante spartano. Vi risparmiate un’eternità di sofferenze sbattute qua e la da una bufera, emotiva o reale che sia… Che poi, cavolo, l’inverno sta arrivando: se devo stare all’inferno, almeno al calduccio dico io!

3 I GOLOSI: Alzi la mano chi non pensa di rientrare in questo girone! Tutte dai, ammettiamolo. Io per prima. Anche se ho capito che devo davvero imparare a volermi bene e quindi a distinguere la  fame reale dalla  fame emotiva che mi porta a quella avidità nei confronti del cibo che, in epoca dantesca, mi avrebbe condannata a stare nel fango fino alle ginocchia martoriata da un guardiano crudele che urla “One More!” “Stay with me!” Pensate di conoscere questo guardiano? Allora posate subito quel Kinder Bueno!!!

4 AVARI: Coloro che nella vita pensano solo ad accumulare, accumulare, accumulare. Avari di cose materiali e sentimenti. O, nel nostro caso, chi si compra top, leggins, scarpe griffatissime, calze coordinate, cappellino e cardio frequenzimetro per fare un finto sudoselfie (ovviamente con trucco e parrucco) senza però aver mai alzato un dito. Accumulano roba al solo scopo di accumulare ‘mi piace’ con selfie furbi e ritoccati… Condannati a spingere enormi massi che rappresentano il peso dei beni accumulati in vita senza farli fruttare. In pratica fanno crossfit senza i loro completini fighi!

5 IRACONDI E ACCIDIOSI: O, parlando semplice – semplice come piace a me, gli eterni incazzati. Gente che pensa a Facebook come ad una valvola di sfogo per la propria rabbia e basta un nulla che sbottano con frasi tipo “Come ti permetti!” “Tu che cazzo ne sai” “Tu non mi conosci!” Eh no, tesoro, se ti nascondi dietro ad una tastiera e mostri solo la tua rabbia non me ne dai proprio la possibilità. Per fortuna su Workout Italia non ne ho incontrati molti, sarà perché sanno sfogarsi con un buon allenamento? Molto meglio così, piuttosto che passare l’eternità a cercare di liberarsi del fango buttato addosso agli altri.

6 ERETICI: Negate che ci sia un corpo figo nascosto sotto pochi muscoli e un po’ di grasso?!? Giammai! Credete, credete, credete… In voi stessi, nella possibilità di cambiare, in qualcosa di più profondo che va oltre il semplice allenamento fisico. In caso contrario la vostra pena sarà restare sepolti tra le fiamme… Su, su, che Jillian Michaels al confronto è un agnellino.

7 I VIOLENTI:
7.1 Verso gli altri: Mai, dico mai, impedire a mogli, mariti, figli o coinquilini di fare il proprio workout. Magari solo perché disturbano o devono fare altro per voi.
7.2 Verso se stessi: Mai, dico mai, saltare un workout perché prima c’è il marito, il bimbo, la mamma… Prima ci siete voi stessi ed il vostro bene.
7.3 Verso i Trainer: Mai, dico mai, imprecare contro Jillian o qualsiasi altro trainer. Ok, dopo la morte ci ritroviamo tutti qua. Non facciamo i tirchi come al solito, ognuno porta qualcosa! Io la carne da fare alla griglia, Vin le birre. Chi passa dal girone dei golosi porti patatine e orsetti gommosi, please 🙂

8 I FRAUDOLENTI: Cioè tutti quelli che provano ad imbrogliare per ottenere risultati facili. Avete provato ad adulare gli admin per farvi assegnare un workout miracoloso?  A rubare a vostro marito un attrezzo per il fai da te che nemmeno sapete cosa sia da usare come peso? Oppure a dare consigli sbagliati pur di togliervi dai piedi uno spartano inesperto? A scatenare un flame solo per divertirvi! Tiè, ora ci vivrete in eterno nel flame. Fiamme, fiamme e fiamme vi accompagneranno per l’eternità.

9 TRADIMENTO: Ossia tutti quegli spartani che si sono ribellati ai trainer ed hanno pensato bene di cambiare, mescolare o reinventare i loro workout per adattarli al proprio piacere. Con questa loro presunzione hanno pure condotto sulla cattiva strada fiduciosi neofiti spartani! Ora se ne restano legati dall’ombelico in giù, costretti all’immobilità e, peggio ancora, ad un culo grasso e basso per tutta la vita!
No… Il culo basso no!!! Questo è troppo, questo non me lo merito! Questo si che è un vero inferno!” Inizio ad agitarmi, ho davvero paura… Ma so di aver imparato molto, di aver affrontato paure e demoni interiori. Vin lo comprende e mi guida verso la salvezza.

E quindi uscimmo a rivedere le stelle.
Sento pure delle campane… Saranno angeli? Ah, no… E’ solo la sveglia che suona. Mi sveglio… Buongiorno a tutti spartani!

Diario di una spartana. Day 14: speciale Shitstorm

Come al solito mi sveglio in ritardo. Oggi piove… E’ una di quelle giornate grigie in cui la pioggia e il primo venticello freddo ti fanno venire voglia di restare chiusa in casa a coccolarti con una buona tazza di te alla cannellaOvviamente non è possibile quindi mi trascino fuori dal letto, mi preparo controvoglia e vado al lavoro. Oggi va così… E’ una giornata in bianco e nero: andamento regolare ma senza brio. Non succede praticamente nulla di che e quindi, appena posso, mi libero e me ne torno a casa già decisa a togliermi di dosso l’apatia con un buon workout.

Mi cambio appena arrivata, butto le scarpe con i tacchi in un angolo ed indosso le mie Nike gialle fluo. Sarà il mio umore nero ma oggi quelle scarpe che amo molto mi hanno uccisa, il lavoro è stato particolarmente pesante e la gente particolarmente rompiscatole. Accendo il Mac sul tavolo della cucina mentre lego i capelli, ribelli come al solito, e mi faccio una tazza di the. E’ il mio momento coccola/ricarica… Leggo storie di spartani e spartane che ce l’hanno fatta e mi torna la voglia di fare.

Oggi #leggingsday e, cavolo, è una meravigliosa carrellata di leggings bellissimi e coloratissimi indossati da spartane bellissime e coloratissime. In senso figurato, ovviamente, perché i colori ce li hanno dentro. Se li portano nel cuore da quando hanno deciso di volersi bene ed allenarsi ogni giorno. Altro che la mia vita in bianco e nero! Sono un esercito! Sono magre, grasse, allegre, grintose o addirittura incazzate… Ma la cosa più importante è che sono spartane davvero! Mi aspettavo i soliti commenti sotto le foto delle più belle o delle più curvy e invece oggi sono unite e solidali.

Che sia il magico potere dei leggings? Si sa: il vino, i bambini ed i leggings non mentono mai.  Non ci si può nascondere, tanto vale serrare i ranghi e restare tutte (anzi tutti perché c’è pure qualche spartano in leggings) uniti. Mi sono ancor più decisa a fare il mio workout. Devo e voglio avere la stessa carica. Ok, ora mi alzo e…. Oh guarda, Vin ha cambiato l’immagine di copertina! Oh cazzo… Non è Vin che ha cambiato l’immagine di copertina… Che succede? E’ grigia, con dei brutti nuvoloni! Dove sono i miei colori? Dove sono i miei amati admin?

Shitstorm… Tempesta di merda! Perché si, le parole sono importanti ed il loro significato ha un valore sacrosanto. Inutile nasconderlo o camuffarlo con parole farlocche. Questa merda è, e merda resta.

Panico! Sono nel gruppo da poco ma, cazzo, ormai è la mia famiglia. Il mio angolo sfogo, la mia palestra di vita. Apro una nuova scheda in Safari e controllo ViviLight. Anche qui è arrivata la tempesta a travolgere tutto. Zucchero e dolcezza sono già stati spazzati via. I gruppi son stati presi. Il cuore si ferma per un battito di ciglia. Un solo istante in cui si concentra l’idea di tutto il lavoro, la passione e l’energia che ci sono dietro questi gruppi. Fa male. Ma proprio un male fisico che sento giù, alla bocca dello stomaco.

Vorrei fare qualcosa, ma cosa? Che fanno gli spartani quando scendono in guerra? Arriva un messaggio di Elena, non è più admin ma evidentemente non è stata ancora buttata fuori. Scrive “Siamo sotto attacco hacker, mantenete la calma” Quando si dice un ossimoro:  se siamo sotto attacco come cazzo si fa a mantenere la calma? Io al lavoro ho sclerato tre giorni per aver perso un pdf! Ma poi penso che è così che si deve fare. Nessuno nasce coraggioso, è nei momenti di paura che bisogna sapere reagire. Forse guardo troppi film fantasy ma mi impongo di recuperare la calma (più o meno) e seguo l’evolversi della situazione.

Una stronza (per restare in tema shit) la insulta ma lei nemmeno risponde. Magari se ne è andata! Ha abbandonato la nave in balia della tempesta e si è messa in salvo. Noo, non ci credo. Non lei, non Vincenzo e le altre admin. Cazzo suona il telefono… Non voglio nemmeno rispondere ma se non lo faccio ed è mia madre tempo due secondi e mi arrivano a casa Carabinieri, un paio di ambulanze e pure il prete. Non so se per l’estrema unzione o un esorcismo ma non posso permettermi queste inutili distrazioni. Mi decido a rispondere ed è proprio lei

“Ciao mamma, dimmi?”

“Ciao… Volevo chiederti se per cena vuoi un po’ di buon minestrone. Lo sto preparando e pensavo di passare a portartene  un po’…”

Ci manca solo che arrivi a casa mia madre col suo minestrone “Burro – verdure – acqua” (con gli ingredienti in ordine decrescente di quantità come nelle vere etichette). Un attacco per volta, vi prego!

“No mamma, sei molto gentile ma ora devo fare il mio workout e poi ho già preparato quinoa con tofu, salsa di soia e zenzero. Perché non lo porti alla zia e ne approfitti per salutarla?” Un diversivo, ci vuole un diversivo!

“Ma mangiare cose normali no eh? Da quando mi fai la ginnastica capisco la metà di quello che dici. Sicura che non sei entrata in una setta di quelle che poi ti drogano e ti tolgono tutti i soldi?

Oddio, ecco mia madre complottista e tragica che parte all’attacco, devo fermarla. Decido di scendere sul suo terreno di guerra e offrirle un secondo diversivo. E’ sfiancante, bisogna lavorarla su più fronti: “Scusa mamma ma suonano alla porta e mi portano la pizza”

“Ecco brava, il mio è solo un consiglio eh… ma mangia roba vera che è meglio! Non volevo dirtelo ma mi stai deperendo, si vede sai? Hai una faccia tutta svuotata e sembri una zombie…. ”

“Grazie mille, ora si che mi sento meglio. Scusa ma devo proprio andare o il tizio delle consegne se ne va. Stammi bene”

Ok, è assodato, mia madre è una Shitstorm! Forse non ha le competenze tecniche per farlo materialmente. Forse per lei già il tostapane è un aggeggio infernale e complicato ma, cazzo, sono sempre più convinta che dietro ad un gruppo di persone che hanno il solo scopo di travolgere tutto e tutti con degli insulti non  possa esserci che lei. Corro al Mac col cuore in gola, ansiosa di sapere che è successo e… C’è Vin!

“Nessuno viene a casa mia a fare lo stronzo! Questa è casa mia e mia resta!

Siamo tornati! Scusate il disagio, ripristiniamo tutto!”

Shitstorm

E che cazzo! Quando ci vuole ci vuole! Son tornati, non so come ma son tornati… Mi sento ancora più spartana, mi sento ancora più parte di un gruppo. Insomma, certe volte il destino assomiglia davvero ad una tempesta e, anche se non è una tempesta reale, fa davvero male. Come dice uno dei miei scrittori preferiti “Quando sarà finita non saprai nemmeno tu come hai fatto ad attraversarla ed uscirne vivo. Anzi, non sarai nemmeno sicuro e sia finita per davvero.

Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che è entrato.” Ed è così… la bufera l’ho attraversata. Mi ha fatto paura, la paura di perdere qualcosa a cui tenevo davvero molto. Qualcosa che va decisamente oltre ad un servizio offerto, anche se prezioso e di qualità. La paura di restare improvvisamente senza l’energia positiva e il sostegno che solo workout-italia sa dare. Ed è proprio quando perdi qualcosa, anche se solo per un attimo, che capisci il suo reale valore. Workout-italia è un regalo prezioso. Le persone, sono un regalo prezioso. Ma per fortuna ora tutto è tornato. Gli admin sono tornati, i leggings sono tornati, i colori nel mio cuore sono tornati

Benvenuti a Sparta, signori, qui si suda e si lotta insieme. Ci vuole ben altro che un venticello per fermarci.

Diario di una spartana. Day 15: il grande spirito della moda

Sabato mattina, l’inverno sta arrivando… O, meglio, siamo ancora in autunno ma il cambio armadio ha reso evidente la necessità di nuovi acquisti. Così oggi farò una cosa che non facevo da tempo: shopping! Nella mia vita da grassa mi ero ridotta a comprare solo online perchè evitare le commesse si rendeva necessario per la mia sopravvivenza mentale.

Non era difficile, bastava scegliere la taglia più grande e sperare che non fosse troppo stretta. Ogni arrivo del corriere, però, era peggio che una seduta dal dentista. Era proprio come un controllo dalla nutrizionista il lunedì mattina dopo una serata in pizzeria. Visto la lenta ma costante discesa del peso e l’arrivo dei primi freddi,  mi ritrovo costretta a fare acquisti in massa.

Ne parlavo giusto ieri con Andy, uno dei miei più cari amici. Io e lui siamo cresciuti insieme e mi conosce meglio di chiunque altro, anche meglio di me stessa a volte. Abbiamo gli stessi gusti: entrambi amiamo i libri, la cucina, le serie TV, lo shopping, i ragazzi… Si, a volte sembra la personificazione del classico cliché dell’amico gay ma Andy è molto di più. Andy è Andy, ed ho la netta sensazione che mi sentirei persa senza di lui. E’ il primo a sostenermi a fare dieta e workout e, anche se ci vediamo poco dopo il mio trasferimento, è presente come poche altre persone al mondo.

Ieri mi ha detto “Come stai ora non sei felice, questo è un dato di fatto. Ma se continui a fare le stesse cose nello stesso modo non cambierà mai nulla. E Dio solo sa quanto tu hai bisogno di cambiare tutto nella tua vita! Ti ci vuole una tempesta a te!” Al momento ci ho scherzato rispondendogli “Non parlarmi di tempeste, shitmerdaccia!” ma poi ci ho riflettuto ed ho deciso che ha davvero ragione. Essere spartana vuol dire anche avere la forza di prendere in mano la propria vita e fare ogni giorno qualcosa per volersi bene e prendersi cura di noi.

Non solo nel fisico. Quindi, da vera spartana e da ‘Body Revolution addicted’, ecco che ho deciso di premiarmi comprandomi abiti nuovi. Ma voglio farlo assecondando il mio gusto e non come se fosse un dovere. Parliamoci chiaro, tra me e lo shopping c’è un rapporto di amore e odio: io lo amo alla follia mentre quello che chiamo “Il grande spirito della moda” ce l’ha decisamente con me.

Probabilmente è offeso ancora dai tempi in cui mia madre mi vestiva solo di rosa e bianco spingendo i miei compagni delle elementari a soprannominarmi “panna e fragola”. Per non parlare di quando ero ricoperta di pizzi, merletti e boccoli da bambola! Ovviamente tutto ciò non ha fatto altro che alimentare in me una forte propensione per il minimalismo ed il nero. Ma ci tengo a sfatare un mito, è una dura lezione ma l’ho imparata a mie spese:  il nero non fa sembrare più magre: se sei grassa, sei grassa. Al massimo inganna un poco… Ma giusto un paio di etti eh. Questo l’ho imparato in anni di speranzoso “total black”.

C’è chi dimagrisce per sembrare una modella e poi ci sono io, che voglio dimagrire per strappare di dosso il vestito alla modella! Datemi una giacca Armani, una borsa Louis Vuitton o un paio di Gucci e mi renderete felice. Ok, un po’ tutte noi ragazze siamo così. Solo che io per anni ho mortificato questo mio gusto personale scegliendo di vestirmi solo con jeans conformati e maglioni informi. L’ho ignorato proprio come si fa con i Kg di troppo quando si finge di “star bene anche coì”. Fingevo di snobbare la moda ma la realtà è che era la moda a rimbalzarmi. Quante volte sono stata freddamente rifiutata dai negozi perché ‘Mi spiace ma non teniamo abiti della sua taglia’? Ormai ho perso il conto. Ma ora, dopo l’acquisto dell’abito in compagnia di Natalie, qualcosa è cambiato. So che posso entrare in un negozio e scegliere qualcosa che mi piace e non qualcosa in cui entro. Ovviamente non Armani o Gucci ma marchi più a mia misura, e in questo caso non mi riferisco alla taglia ma al portafoglio. E che cavolo, portafoglio slim e taglia large… “Pessima combinazione, va decisamente invertita ragazza!”

In cima alla mia lista dei desideri c’è il famoso paio di jeans super skinny. Non sono ancora pronta per una tale prova di forza ma un bel cappottino caldo non me lo toglie nessuno. Scelgo pantaloni e maglioncino neri, per affrontare le commesse un paio di etti possono fare la differenza tra “Posso aiutarla?” e “Deve esserci un errore, McDonald è proprio qua di fronte”.  Indosso la mia giacca di pelle ed il mio miglior sorriso e parto più convinta che mai.

Ovviamente non tengo conto dell’odio che prova per me Il grande spirito della moda… Entro nel primo multi-marca che mi sembra anche solo vagamente in linea con i miei gusti e la mia taglia, ma è super affollato e nessuno si degna di notarmi. Sembro uno dei manichini tanto mi ignorano! L’unica differenza è che la mia coscia è il doppio del punto vita del manichino in questione. Al quadrato. Ed arrotondando per eccesso.

Di solito quando si entra in un negozio si verifica una delle due seguenti situazioni opposte tra loro:

  1. Non sai cosa prendere e vuoi guardare con calma per farti un’idea. Puntualmente vieni assalita dalla commessa falco che ti incalza con “Vuole provare qualcosa in particolare?” Se non ho visto niente in generale che cazzo provo in particolare? Oddio, l’ansia da shopping mi fa ricadere nel baratro del linguaggio scurrile!
  2. Hai fretta, vorresti cavartela il prima possibile ed hai bisogno di una commessa che ti dia la taglia giusta o il colore che non c’è in esposizione. In questo caso sono sempre tutte impegnate e tu rischi la morte per inedia (puahaha, rido da sola di me) in attesa di essere notata. Ma ormai non mi fregano più: ho escogitato un trucco infallibile. Toccacciare!!! Io ho sempre avuto un rispetto reverenziale nei confronti dei vestiti e non ho mai osato nemmeno sfiorarli. Ma ho scoperto che basta ‘aprire’ una maglia piegata per far apparire una commessa all’istante.

Ed infatti… Ecco che riesco ad attirare l’attenzione di Angela. Angela pesa 30 Kg da bagnata, ha un’età indefinita (ma sono tentata di chiamare il telefono azzurro tanto sembra giovane), ed è vestita con i miei jeans skinny. Dite quello che volete ma quei jeans stanno aspettando me ed è profondamente ingiusto vederli addosso ad un’altra. Fatto sta che espongo le mie semplicissime richieste: voglio un cappotto caldo, nero, classico e semplicissimo nella sua forma. Il capo basic e al contempo il must have, insomma. Ma lei mi guarda sconvolta… Oddio che ho fatto? L’ho offesa? Sembra seriamente sconvolta!

“Cara, (e qui parte l’embolo) come puoi volere un cappotto nero?!? Quest’anno hai davanti a te tre opzioni tra cui scegliere e nessuna contempla il nero!” Per un attimo vince il mio lato remissivo e accomodante e le chiedo quali sono le tre opzioni.

  • Il rosa! Che sia cipria, antico, pastello… Ma che rosa sia!”  Se è uno scherzo non è divertente!
  • Animalier! Maculato, zebrato, leopardato…” Con buona pace per la mia propensione al minimal
  • Tartan! In tutte le dimensioni e colori ma che tartan sia”

Ok, Angela, è stato bello conoscerti. Aspetta un attimo che vado ad offrire il mio sangue per placare la rabbia del Grande Spirito della moda… Aspett… Hai detto tartan? Magari su base nera si può anche fare… “Non so se potrei star bene, sai, non vorrei mi allargasse” Lei intuisce le mie perplessità e a forza mi denuda in mezzo a tutti e mi infila un cappottino a vestaglia in tartan bianco e nero. Mi piace! mi sento calda ma anche carina. Ho un punto vita e due tette e non il contrario!

Forse il grande spirito della moda non ce l’ha più con me?

Forse io non ce l’ho più con me?

Dite quello che volete ma mai e poi mai che la nuova me sportiva e modaiola è superficiale. Non c’è niente di superficiale nel volersi bene. Non c’è niente di frivolo nel sudare e lavorare per migliorarsi e ancor meno nel riuscire ad apprezzare i risultati e concedersi il giusto premio. Io valgo, mi sono conquistata ogni singola fibra di questo meraviglioso cappotto. Lo compro!

PS: Porca vacca, è 50% lana e 50% Cashmere, dovrò vendere un rene 🙁

PPS: Togliendo un rene quanto dimagrisco? E’ ufficiale, la moda mi ha dato alla testa

Diario di una spartana. Day 16: cose che ti dicono quando sei a dieta

Nigel: Minestra di mais… Scelta interessante. Lo sai, vero, che la cellulite è uno degli ingredienti principali della minestra di mais?”

Dice Nigel ad Andrea in TV…

Adoro Il Diavolo veste Prada, è più forte di me, è il mio confort film. Non sarà La corazzata Potëmkin di Ėjzenštejn ma a me diverte e non lo trovo nemmeno così superficiale. Ad esempio, credo fortemente che un amico come Nigel capace di sbatterti la verità in faccia sia davvero prezioso. Ogni tanto però, senza esagerare. E soprattutto solo se lo fa con la sua sottile ironia e al momento giusto! Da quando sono a dieta sembra, invece, che tutti si sentano in diritto di affrontare l’argomento e di controllarmi-giudicarmi-soppesarmi in qualsiasi momento. Echecazzo!

Così, mentre Andrea cerca di stabilire la giusta taglia…

Andrea: E così qui le ragazze non mangiano niente?
Nigel: Non più, da quando la taglia trentotto è diventata la nuova quaranta e la trentasei la trentotto.
Andrea: Io porto la quarantadue.
Nigel: Che è la nuova cinquantasei.
Andrea: Hmm! Cavolo!

Io cerco di ignorare che con la dieta ed i workout ho appena conquistato una 46 (e mi sembra una 38) e decido stilare la classifica delle peggiori frasi che mi son sentita dire da quando sono a dieta:

  1. Per un pezzettino, che vuoi che faccia?” (Quasi sempre al bar davanti ad un cornetto) Eh… No, non ci siamo capiti. Se faccio le cose, io le faccio per bene: un pezzettino non farebbe che aprire una voragine. Anzi no, spalancare la bocca dell’inferno! Sai quanto mi costa dire “Per me solo un caffè?!?” Andiamo oltre e non rendiamola una prova di resistenza cavolo!
  2. Ma tu puoi, che sei a dieta?” Posso o non posso ormai l’ho mangiato, che facciamo, il processo di Norimberga? Mica ho ammazzato qualcuno, rimedierò con un workout…
  3. E, a proposito di workout, “Ma non sarai fissata ora con lo sport? Guarda che diventi un uomo!” Allora, non per mettere i puntini sulle i, ma madre natura mi ha dotata di ovaie, un gran bel paio di tette e tutto il corredo genetico completo. Ergo, non sarò mai un uomo nemmeno con due muscoletti in più. Che poi magari ad averceli!
  4. Stai proprio diventando bella!” Grazie tesoro, fino ad ora potevi trovare la mia foto al museo degli orrori di Londra. Magari ora la toglieranno e perderò pure la rendita dei diritti d’autore ma, a quanto pare, non devo ancora preoccuparmi seriamente perché “sto diventando” e non lo sono ancora bella.
  5. Come fai con la pelle in eccesso?” Adoro gli eccessi, mai stata morigerata in nulla io! Che vuoi che me ne faccia? La tengo da parte per i periodi di carestia. Ah proposito, sarebbe ora che tu tirassi fuori il poco di cervello che hai messo da parte perché è proprio arrivato il momento.
  6. Sei dimagrita troppo, eri più bella prima!” Fanculo! Sinceramente, di cuore, ma vaffanculo!” Che poi questa fa coppia quasi sempre con…
  7. Eri così solare prima!” Certo, perché tutte le donne grasse sono notoriamente felici e tutte le magre più nevrotiche ed annoiate di Kate Moss. Sapessi quanto ero felice mentre sorridevo per fare “buon viso a cattivo gioco” a tutte le frecciatine! E come mi divertivo ad avere il fiatone dopo 4 gradini! Altri luoghi comuni da tirare in ballo? “A buon intenditor poche parole!”. Perchè  “Lo so che chi disprezza compra” ma attenzione che “Chi di spada ferisce di spada perisce”… 
  8.  “Quanto hai perso? Quanto pesi adesso?” (sempre ad alta voce in mezzo alla folla) Ehm… Non siamo alla sagra della pancetta, non si vince un premio se si indovina il peso del porco eh. Magari evitiamo di buttare l’argomento sulla pubblica piazza 🙂
  9.  “Ma come trovi il tempo per fare tutta quella ginnastica? Io non me lo spiego proprio! Per me è impossibile” Mezz’ora al giorno non credo sia “tutto quel tempo” E comunque finchè riesco a gestirmi e non chiedo a te di venire a stirarmi le camicie o farmi il bucato che fastidio ti da? TO BE CONTINUED…
  10. Ah già, tu sei sola, io invece ho marito e figli. Tutta un’altra cosa “Ecco, questo sono io che non me lo spiego proprio!

A volte mi chiedo perché la gente spara certe cattiverie! Mi consolo eh… Io che son grassa faccio sempre in tempo a dimagrire ma chi per chi è stronzo non c’è nulla da fare! Solo che mi domando anche se sono sempre davvero ‘solo cattiverie‘ o è magari è una ‘verità che noi stesse copriamo’ per illuderci un po’. Ci sono dure regole di vita che ho imparato col tempo:

– Le calze nere non nascondono i peli

– Il fondotinta non copre i baffi

– Il nero non nasconde il grasso

Dure, durissime verità, giusto? Confesso che io stessa speravo di sbagliarmi e invece, niente, sono costretta a fare i conti con la mia intelligenza sopra la media!

Riflettendoci ho capito che comunque, vere o non vere, certe cose nessuno ha il diritto di dircele. Siamo noi a decidere quando affrontarle e quando mascherarle un po’. Sta a noi stabilire il giusto peso, il nostro abbigliamento, il nostro fisico, il nostro VALORE. Volersi bene vuol dire anche questo: accettarsi al naturale e anche sapersi  valorizzare con un po’ di trucco.

Si, a volte qualcuno che ci riporti sulla retta via serve eccome, ma solo un’amica vera dovrebbe farlo. Meglio ancora se dopo un paio di Mojito e davanti ad un gelato alla crema. Colleghe, ex compagne di uscite, commesse o lontane parenti… Io non mi incazzo più, semmai faccio incazzare loro. La nuova regola è rispondere a tono, che a tenere tutto dentro ho capito che si ingrassa e basta!

Diario di una spartana. Day 17: lettera a babbo Natale

Caro Babbo Natale,

Come stai? Non so se ti ricordi di me, ormai è da un pezzo che sono cresciuta. Mhmm… Hai messo ancora più pancia? Non fare come l’anno scorso che con la scusa di confezionare i regali mi hai saltato tutto l’addominalepernatale! Ok, la tua immagine non richiede proprio la tartaruga… ma due o tre squat mica ti fanno male eh! Un po’ di cardio per fare fiato… Che ci vuoi fare, ormai son spartana e un po’ fissata ma poi tu non ti lamentare se alle cene con i parenti la befana (che è secca-secca) ti guarda male e ti fa sentire a disagio.

Ma veniamo a noi… Caro Babbo Natale, io quest’anno vorrei:

1 La pace nel mondo e

Diventare molto più magra, fit e, in soldoni, più figa.

Se la pace nel mondo è troppo per te, non ti preoccupare, posso aspettare anche l’anno prossimo. Per il “più figa”, invece, avrei una certa premura. Ora che anche Maria P. si è sposata vorrei candidarmi io come prossima SpartanSposa 2016. Lo so, sono un po’ indietro con il programma ma pure tu con addominalepernatale quindi, se magari ci diamo una mano a vicenda, qualcosa la otteniamo! Se serve so gridare più di Jillian Michaels per incitare!

Io comunque continuo con dieta e workout e, non ci crederai, ma sto già ottenendo un sacco di risultati! Com vedi  non ti sto affidando una missione del tutto impossibile. Non ridere sotto tutta quella barba! Un po’ di fiducia! Mica è tanto facile credere in te, potresti anche ricambiare un po’. Come, ancora ti lamenti? Ok, ho capito, mi arrangio da sola. Allora passiamo a cose più semplici ma poi non ti lagnare se sono concreta e superficiale.

Premessa: sono stata davvero buona! Ho squattato, sudato, saltato… Ho seguito quasi sempre la dieta… Non ho ucciso il mio capo e nessuna delle mie colleghe (anche se ho ponderato un milioni di piani perfetti per farlo e poi dare colpa alla dieta)… Non ho imbavagliato mia madre (anche se ci ho pensato ogni santo giorno) Ma “a Natale puoi… fare quello che non puoi fare mai…” Posso, posso allora? Magari non uccido nessuno ma almeno un bel vaffa terapeutico posso? Tanto tutti sono più buoni e questo vuol dire che mi devono perdonare vero? Forse non funziona proprio così ma ci voglio sperare… Comunque, stringendo e vendo al sodo, parto con la lista che quest’anno sarà, ovviamente, workettosa:

  1. Kattlebell: Ho capito che non è una torta tipo Sacher ma serve a smaltire la Sacher quindi abbonda pure col peso. Facciamo 8 Kg e, se è un po’ di più, lascia pure che tanto non va a male.
  2. Scarpe da workout: Meglio una scarpetta oggi che un principe azzurro domani. Meglio ancora se una Nike e ben ammortizzata.
  3. Leggings: La sola idea di avere un paio di leggings mi fa sentire spartana. La sola idea di riuscire ad entrarci mi fa sentire una dea! Con tutta l’umiltà possibile eh 🙂 Ma quando si è fighe si è fighe. E quando si è fighe spartane si ha pure una marcia in più.
  4. Scusa non vogliamo completare il tutto con top e Tshirt? Se proprio sei in vena di generosità e decidi di fare il botto, pure un paio di tette non ci stanno male. Per ora sono “non pervenute” ma io ho non ho ancora perso la speranza.
  5. Io ci provo eh… Un bel personal trainar molto personal e poco trainer? Se poi è corredato di riccioli e profondi occhi nocciola giuro che farò la brava da qui all’eternità! (allenamenti col suddetto PT esclusi, ovviamente).
  6. Un cardiofrequenzimetro al polso non ci starebbe affatto male. Ma so di averti già chiesto molto e lascio a te la scelta. Se sei nel dubbio pensa a quanto son stata brava e non tener conto delle imprecazioni scappate durante i workout, quelle non contano. Comunque ci penserebbe il Personal trainer a far arrivare il cuoricino in fascia lipolitica e poi oltre!

Troppo? Beh… A me dicono che sono ingenua ma tu, in mille-mila anni di lavoro ancora non hai imparato che non puoi dare carta bianca ad una donna e chiederle di fare una lista di cose che vuole?

Giusto un paio di indicazioni pratiche:

-Al primo banco di nebbia prosegui dritto!

-Quando il navigatore ti indica di svoltare a destra tu vai a sinistra! Non fare come i re Magi che non vogliono mai chiedere indicazioni ed arrivano sempre in ritardo!

-Quando il solito navigatore ti avvisa che sei a Venezia (anche se non sei nemmeno nel Veneto) sei nella via giusta…

-Ti lascio “latte e biscotti” Avverto: il latte è totalmente scremato o è di soia senza grassi e zuccheri aggiunti. I biscotti sono senza latte, uova e zucchero. Sta zitto e pensa alla befana che ci aspetta sempre a fine feste col suo ghigno malefico!

Ah, buon Natale, Babbo Natale

Diario di una spartana. Day 18: se è su Facebook è un po’ più vero

Buongiorno popolo spartano! Oggi si, mi sento davvero carica 🙂 Mi stiracchio nel letto e sento tutti i muscoletti che fanno ‘male ma non troppo’, di quel male che ti fa credere di aver lavorato tanto e che prima o poi avrai dei risultati. Poi, ancora coccolata dal calduccio del piumone, apro l’iPad per dare un’occhiata a Facebook. Sul gruppo è ancora presto per leggere il messaggio motivazionale del capo quindi passo prima sulla mia pagina personale. Mark Zuckerberg decide di darmi il buongiorno col diario del mio anno appena trascorso.

La fine del 2015 si avvicina ed è tempo di bilanci. Sono sincera, odio profondamente queste cose perché:

a) Danno il via al balletto dei tag con frasi tipo “Ti ricordi? Qui eravamo a quella festa e tu sei caduta in mezzo a tutti facendo una clamorosa figura di merda” Ecco, idiota, un anno per cercare di rimuoverlo e tu pensi bene di ricordarmelo e umiliarmi di nuovo pubblicamente?

b) Tutti pensano bene di sbatterti in faccia la loro esotica vacanza, il loro SUV nuovo, il loro cambio di stato da single a fidanzato. Spesso anche a “in una relazione complicata (leggi pure ‘ho una ragazza/o ma un trombamico/a non mi dispiacerebbe affatto. Che è sempre un ottimo workout aggiuntivo).

c) Diventano più virali dell’influenza a gennaio e per due mesi nemmeno con un antibiotico potente te ne liberi.

Però, però, però…. Quest’anno anche io ho avuto tanti cambiamenti: mi sono trasferita e sono andata a vivere da sola, ho iniziato un nuovo lavoro che mi fa impazzire ma che amo, ho perso peso ed iniziato i workout. Voglio vederlo nero su bianco che, si sa, se è su Facebook è un po’ più vero! Così apro fiduciosa il mio “anno in breve” e, in ordine, trovo:

1) Foto mia in primo piano (non sia mai che mostri il corpo!)

2) Foto mia e della gatta Nemesi sul divano.  Rigorosamente solo il viso (struccato).

3) Foto mia. In primo piano? Ovviamente si!

4) Foto di Nemesi. Qui sono sono convinta che Facebook abbia ipotizzato il mio suicidio.

La situazione mi ha turbata. Quanto mi conoscono e quanto mi lascio conoscere dalla gente? Chi sono io? Con cosa sto riempiendo Facebook o questo diario? Come mi vedono gli altri? E come cavolo mi vedo io? I workout mi stanno davvero cambiando, lo ammetto. Forse così in fretta che non riesco a stare al passo e spesso sono la prima a trovarmi spiazzata. A volte in bene: faccio cose che mai nella vita avrei avrei avuto il coraggio di fare. Solo l’anno scorso quel diario non l’avevo nemmeno aperto.

Forse nemmeno si era composto perché non avevo pubblicato foto mie. Altre volte, però, mi ritrovo a pensare a tutte le storie di vita che leggo nel gruppo, a quante spartane migliorano davvero con grinta e determinazione e mi chiedo cosa ci faccio qui dentro. Sono sufficientemente speciale? Ma, se tutti pensiamo a modo nostro di essere speciali, non vuol forse dire che nessuno lo è veramente? Cosa vuol dire essere spartane? Allenarsi per diventare super fit? Migliorare ogni giorno? Essere magrissime e bellissime? O forse vuol dire fare gruppo per aiutarsi ed aiutare? Mentre penso a queste parole arriva il buongiorno motivazionale di Vin e scrive:

Lì mi sono iniziato a porre delle domande.. Lì mi sono chiesto.. Ma se queste SPARTANE pubblicano queste foto, gioiose dei propri progressi, quando la propria forma fisica è lontana dall’essere perfetta.. Perchè altre persone che ho letto lamentarsi non pubblicano? Perché sono tristi e demotivate anche se sono magre?

Perché talvolta lo sono anche io?

La risposta è stata una.. Ed anche molto semplice.. Essere felici non significa che tutto sia perfetto. Vuol dire di aver deciso di guardare al di là delle imperfezioni. Buongiorno a chi ha imparato questa grande lezione di vita.. Avete vinto”

Ecco, ogni tanto nella vita di tutti i giorni passa qualcuno e ti insegna qualcosa sul tuo conto. Il capo sembra leggermi dentro e tirar fuori cose che avevo sepolte per paura di affrontarle. Ho capito che in realtà finora sono stata nel gruppo ma non ho mai fatto parte del gruppo. Ho letto, ammirato, a volte, perché no, un po’ invidiato tutte le meravigliose persone che ne fanno parte. Senza però mai pensare che anche la mia storia è degna di essere vissuta e raccontata.

Senza pensare che anche io posso passare nella vita degli altri e lasciare una parte di me. Magari aiutarli ad essere felici.  Non è che io sia una ragazza senza cuore, ben inteso. E’ solo che ho passato anni a costruirci attorno una bella corazza per proteggerlo. Ora devo fare il workout inverso e non è proprio facile. Ma se mi tengo tutto dentro  e mi chiudo a riccio come posso pretendere che la gente passi nella mia vita e mi lasci un po’ della loro felicità? Per paura di deludere o sbagliare mi trattengo sempre. Sono una persona che tiene tutto dentro: gioia, rabbia, disaccordo, grasso, liquidi…

Mi affeziono a tutto e non rinuncio proprio a nulla. Son mesi che mi riprometto di postare un sudoselfie, un commento, e poi niente. Ho paura di fallire.

Il mio amato Samuel Beckett dice una frase che mi porto nel cuore: “Ho sempre sbagliato. Ho sempre fallito. Non discutere. Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio”.

Ho sempre amato la forza di queste parole. L’ho imparata a memoria ma non l’ho mai fatta veramente mia, o almeno mi son fermata alla prima frase. Ma credo davvero di aver imparato molto. Credo che il vero spartano sia  quello che decide di mettersi in gioco, affidarsi ed aprirsi agli altri.

Consapevole che è un gioco di squadra e che tutti i membri che ne fanno parte sono preziosi allo stesso modo. Proseguendo nel gioco delle citazioni, in Lost direbbero “Si vive insieme, si muore da soli”. Così il vero spartano è quello che sa che il gioco è fatto di allenamento, vittorie e fallimenti. Quello che sa che la vera felicità non sta nella vittoria ma in come si reagisce a risultati e fallimenti. Buongiorno gruppo… Sono arrivata anche io…

Diario di una spartana

Oddio e adesso che mi sono messa in gioco cosa succede? Panico. O forse no. Qui in pochi mesi di storie ne ho lette molte, ormai riconosco subito chi “passa – scarica un workout – e se ne va” e chi invece decide di mettersi davvero in gioco e aprirsi agli altri. Qual è la differenza? Chi riesce a farlo cambia davvero. E diventa una persona bellissima.

Diario di una spartana. Day 19: Natale spartano

Pomeriggio della vigilia di Natale, un brindisi di troppo in ufficio e… Ecco a voi 🙂

TU

CHE

NE DICI

SE IN QUESTO

NATALE FACCIO UN

BELL’ALBERO DENTRO

IL MIO CUORE ? CI ATTACCO,

INVECE DEI SOLITI REGALI, I NOMI

DI TUTTI I MIEI AMICI SPARTANI

QUELLI

CHE SQUATTANO, SUDANO E LOTTANO, QUELLI

SEGUONO E CHE SALUTANO IL CAPO METANO. CHE

SIAN SUDOSELFIE, PRIMA&DOPO O ANCHE DEI FAKE…

QUELLI

CHE SONO COSTANTI E IL WORKOUT LO FANNO FESTANTI. MA ANCHE TUTTI

QUELLI CHE, ANCHE SE AMAN DORMIRE SI SVEGLIAN SEMPRE DI BUONORA PER FARE IL WORKOUT IN MEZZ’ORA. PERCHE’ CI SONO I BAMBINI, IL MARITO, LA CASA E PURE IL CANE MA, CAVOLO, CI SON ANCHE LORO E SANNO DI ESSERE SPARTANE!

PER CUI

JILLIAN, HOY, JILL, AUTUM E PERSINO SHOUN T, POTETE URLARE, CORRERE E SALTARE MA NON SAPETE CON CHI AVETE A CHE FARE. NOI TENIAMO DURO E NON MOLLIAMO PERCHE LO SAPPIAMO QUANTO VALIAMO. IL GRUPPO, SI SA, DA FORZA E CORAGGIO E

QUESTO MIRACOLO OGNI GIORNO

UN PO’ MI MERAVIGLIA PER CUI

BUON NATALE, DI TUTTO CUORE,

W O R K O U T       I T A L I A

A Natale divento un po’ melensa, lo so. Io che di solito evito festeggiamenti e convenzioni più della peste, mi ritrovo a decorare la casa, impacchettare regali e scrivere biglietti d’auguri per tutti. E’ più forte di me. Così, mi ritrovo a scrivere gli auguri anche per la mia famiglia virtuale spartana. Mentre faccio la babysitter alla mia nipotina e guardiamo Lilo e Stitch sento dire:

“Hoana significa famiglia. E famiglia significa che nessuno viene abbandonato. O dimenticato”

Mi parte il lato zuccheroso, non dovrei, sono a dieta, ma un po’ di dolcezza non guasta mai. Soprattutto nei confronti di un gruppo che, anche se inconsciamente, mi ha davvero dato molto. Camminare da soli da grandi soddisfazioni, farlo con a fianco qualcuno che fa il tuo stesso cammino da un qualcosa in più.

Un po’ come ne ‘Il Signore degli anelli‘: 9 sconosciuti partono per compiere un’unica missione. Quel viaggio li cambia, li mette davanti a continue sfide, arriva addirittura a dividerli fisicamente per metterli alla prova. Ma, alla fine, li unisce in un modo profondo ed intimo. Ogni viaggio inizia con un primo passo. Potremmo anche dire che ogni passo porta qualcosa di bello e sorprendente. Ogni compagno che si aggiunge porta un tesoro inestimabile.

Ecco perché, in questo pomeriggio di Natale, mi ritrovo a guardare una bimba felice solo per il fatto di stare tutti insieme e a pensare che è davvero bello… Che è proprio Natale quando non ti senti solo mentre affronti il tuo percorso. Grazie davvero spartani. Buon Natale Famiglia

Diario di una spartana. Day 20: amarsi un po’

Buongiorno mondo! Il freddo è arrivato, eccome se è arrivato! Chiusa in casa a svernare finché le vacanze natalizie me lo consentono, non ho nessuna intenzione, però, di mollare il mio allenamento quotidiano. Orfana di addominalepernatale sono quasi tentata di iniziare il BB workout… Cavolo, se avessi letto queste righe solo qualche mese fa, non avrei mai creduto di averle scritte davvero. Suonano ancora strane, come quando al telefono senti la tua voce di ritorno e non ti riconosci nemmeno.

A proposito di telefono devo ricordarmi di chiamare mamma e ringraziarla per il fantastico regalo di Natale: un estrattore per frutta e verdura! Fa riflettere… E’ vero, io rifletto su tutto e su tutti, ma vuol proprio dire che sono cambiata e si vede. La cosa mi piace. Ora non sono più quella che passa ogni singolo momento libero sul divano nascosta tra serie TV e libri. Ora sono quella che si allena e mangia sano. Anche se libri e film faranno sempre parte della mia vita ora sono un tramite per il mondo non più una tana in cui nascondermi. Ad esempio c’è un libro, proprio qui, accanto a me, sul divano…

Parla di persone che cercano l’amore, prima che un vulcano erutti e il miracolo finisca.  Diversi modi di innamorarsi (immediatamente, fisicamente, platonicamente, ossessivamente, disperatamente) e diversi tipi di amore (etero, gay, platonico) che coinvolgono senza preavviso persone comuni, alle prese con la vita di tutti i giorni.

“Sembra confuso, è vero. Ma non è forse l’amore stesso ad essere un po’ confuso? Per me di sicuro lo è! E, come dice l’autore, “Non sono i nomi. Il miracolo sono gli avverbi, il modo in cui si fanno le cose’. 

Diversi modi di innamorarsi… Tutti mi dicono che sto iniziando a volermi bene… Forse lo facevo anche prima ma nel modo sbagliato. Nonostante la mia grande passione per le parole pescavo gli avverbi sbagliati.

CONDIZIONATAMENTE: sempre con troppe aspettative e sempre solo a condizione di ottenere risultati. RELATIVAMENTE: se piacevo agli altri allora si, mi volevo bene. Ma se non ottenevo l’approvazione di chi mi stava attorno l’autostima crollava immediatamente. COMPLICATAMENTE: un giorno, presa da un momento di sconforto post abbuffata da single frustrata, ho preso un foglietto ed ho scritto una frase presa da uno dei libri che stavo leggendo

“Forse tutte queste domande rivolte all’amore che lo misurano, lo indagano, lo esaminano, lo sottopongono a interrogatorio riescono anche a distruggerlo sul nascere. Forse non siamo capaci di amare proprio perché desideriamo essere amati, vale a dire vogliamo qualcosa dall’altro invece di avvicinarci a lui senza pretese”.

Sono parole di Kundera. Le ho scritte con la mia migliore grafia ed ho incollato il foglio sullo specchio del bagno. La mattina mi specchio e penso che, prima ancora che rivolte agli altri, devo rivolgere quelle parole a me stessa.

Ogni singolo workout ha contribuito a fissare quelle parole nel mio animo. La costanza, il sudore, i momenti del “oggi non ne ho voglia” superati facendo comunque workout… Guardandomi indietro penso che valgo davvero. Ho scritto quei tre avverbi sbagliati su un foglio e l’ho bruciato. Ho scritto i nuovi avverbi e li ho messi sottovuoto, al sicuro dalle intemperie dei momenti di sconforto.

INDIPENDENTEMENTE: non dal risultato, anni di cinismo non si cancellano con Body Revolution (forse serve un workout da album rosso). Sono convinta che i risultati servono e che solo l’impegno non basti. Ma ora sono anche convinta che ci sono tantissimi tipi diversi di risultati, ed ognuno è personale e comunque importante. Non sono quella che diventerà srtafiga? Sono comunque quella che non molla, che non risparmia in grinta e determinazione. Che c’è. Un punto fermo per se stessa e anche per gli altri. Quest’anno la smetto di promettermi “per il nuovo anno imparerò ad amarmi” Già mi amo… PERSONALMENTE: nessuno può amare me stessa se non sono io a farlo per prima. E quando fisso la mia immagine allo specchio ora so che lo faccio. PROFONDAMENTE: non per il fisico ma per come sono davvero. Non per il Kg in più o in meno ma per quanto faccio ogni giorno. Sono una combattente, sono una spartana… Non perché sono perfetta, anzi, sono convinta che il vero amore sia quello che si aggrappa più ai difetti che ai pregi (ma questa è un’altra mia stramba teoria).

Uffi… I miei soliti fiumi di parole… Mi giustifico pensando che la fine dell’anno si avvicina ed è tempo di bilanci. La gente di solito da i numeri per queste cose, io non sono mai stata una che ci bada troppo ma questa volta due o tre numeretti mi sono rimasti davvero ben in mente…

10 Le sessioni di addominalepernatale seguite senza mai saltare. Applausi, applausi, applausi per Sparta…

9 I completi sportivi che mi sono comprata (mi son fatta prendere dall’entusiasmo, lo so)

8 Le volte che sono stata tentata di mollare (e le ricordo tutte, ma con orgoglio, per averle superate)

7 Le volte che ho sgarrato con la dieta (lo so, vi vieto di fare qualsiasi commento)

6 I Kg di Ketty, la mia nuova kettlebell

5 I Kg persi!!!!! (prima o poi supereranno la Ketty!)

4 I metodi con cui penso di uccidere Jillian ogni volta che mi fa fare cardio. E dico solo che uno prevede l’uso di elastici, miele e api appassionate di bodybuilding

3 I sudoselfie che mi sono fatta anche se poi non li ho postati

2 I post in cui sono intervenuta (qua si, si deve migliorare)

1 La grande famiglia spartana che ho trovato!

Buon anno workout italia

 

Diario di una spartana. Day 21: come ti vedi?

Passata indenne i pranzi natalizi, ecco che si prospetta davanti a me, a pochi giorni di distanza, la vera festa delle feste: il primo giorno di saldi! Da appassionata di moda ma anche ragazza squattrinata l’ho sempre vista come l’occasione giusta per comprare qualcosa di sfizioso e non assolutamente necessario.

Il problema è che troppo spesso si è tradotto in acquisti di soli accessori perchè i vestiti che mi piacevano non mi entravano e quelli che mi andavano bene sembravano spesso disegnati per il circo. Più sei in carne e più trovi abiti arricchiti con fiori, perle, Swarosky più finti delle labbra della Parietti chi più ne ha più ne metta. Della serie “Hai abbondato col cibo? Vuol dire che ti piace abbondare in generale e così ti accontentiamo attaccando qualsiasi cosa ci passa per le mani”.

Negli ultimi anni la moda oversize è migliorata molto, ma ce n’è ancora di strada da fare! La situazione mi ha portata, però, ad avere una ricchissima collezione di scarpe. E calcolando che grazie a workout-italia ora si sono aggiunte anche quelle sportive, direi che mi manca solo il Principe azzurro 😉 Borse, cinture e sciarpe come se piovessero sono stipate nel mio armadio ma quest’anno… Quest’anno sarà l’anno dei saldi solo per i vestiti. Lo sento, lo voglio, mi sono preparata cazzo! Sono sempre più convinta, infatti, che i saldi siano una vera guerra: richiedono preparazione, organizzazione e sangue freddo.

1 Come mi sono preparata? Body Revolution e addominalepernatale sono stati il mio percorso. Ad ogni flessione pensavo al tubino senza maniche che mi volevo comprare. Ogni cruch mi riportava ai jeans a vita bassa. Ad ogni squat al pantalone aderente… Ora ci siamo. E’ il momento. Ho sudato, lavorato, digiunato per risparmiare ogni centesimo (ok, forse per quest’ultimo punto mi sono fatta prendere un po’ troppo la mano) ma ho la mia lista e tornerò a casa col bottino.

Ci sono tre basi su cui studiare per arrivare preparate in tempo:

  • Il film “Il diavolo veste Prada”
  • Leggere “I love shopping
  • Guardare tutte le puntate di “Ma come ti vesti” e “Buccia di banana”

Il tutto con grande ironia e senso critico, s’intende. La moda è effimera e del tutto personale, ma è propio quello che la rende terribilmente e seriamente divertente.

2 Per quanto riguarda l’organizzazione… Nessuno mi batte! Andando al lavoro ho catalogato e controllato i prezzi di ogni singola vetrina. So cosa voglio e lo otterrò. Del resto, come si dice “Se non sai quello che vuoi, finisci con un mucchio di cose che non vuoi“.

3 Il sangue freddo non va allenato, è una cosa che o hai o non hai. Io ne sono totalmente priva, ovviamente. Le commesse mi fanno paura. Se entro in un negozio e adocchio qualcosa che mi piace, spesso mi ritrovo a far da aiutante commessa e passarlo ad altre ragazze. Divento uno zerbino, lo ammetto. Ma… Ma ho scoperto che, sotto sotto, nascosto come gli addominali sotto un rassicurante ed odioso strato di ciccia, ho un certo senso per la moda e questa sarà la mia forza nel momento del bisogno.

Lo so, sembra che stia parlando del D-day e che abbia appena visto “Salvate il soldato Rayan” anziché la storia di Andrea Sachs, ma lo shopping può essere davvero una guerra. Soprattutto psicologica. Perchè contano davvero tantissime variabili: come ti vedi tu, come ti vedi tu quel giorno preciso, come ti vedi tu in un preciso camerino con un preciso specchio e delle stronzissime e precisissime luci che rivelano qualsiasi cosa. E poi perchè le case normali non hanno quelle luci quando ti cade un oggetto piccolo e non lo trovi più? Perchè?

Spengo le luci incompetenti e mi butto nel traffico. Sul TomTom un’unica direzione: i miei futuri jeans! Arrivo al negozio di corsa considerandolo un mini workout e spero di aver perso almeno un etto. Entro, stranamente, fiera di me. Sono circondata da una folla di ragazze di tutti i tipi: magre, grasse, eleganti o in tenuta mimetica… Non le guardo nemmeno, mi fiondo sui miei jeans, afferro l’unica L rimasta e mi metto pazientemente in coda al camerino. Da dentro escono urla di dolore e strilla di gioia, un concentrato di emozioni messe in risalto dalle stronzissime luci rivelatrici.

Finalmente è il mio turno, Entro speranzosa e… cazzo, mi sono larghi! E adesso che faccio? Non avevo nemmeno preso in considerazione questa ipotesi! Impossibile lasciare il camerino o rischio di poterci rientrare l’anno prossimo. Mi affaccio, chiamo una commessa e pronuncio un frase che mai e poi mai avrei pensato di sentirmi dire: “Scusi, c’è una taglia di meno?” Mi si è scaldato il cuore! Con le lacrime agli occhi aspetto speranzosa…

Ovviamente la commessa torna solo per dirmi che no, non c’è una taglia in meno. “Se vuole guardarsi in giro per cercare altro!”.
Altro non trovo, ero troppo convinta, ma mi rifiuto di andare a casa a mani vuote. Beh… Non ci crederete ma anche quest’anno sono riuscita a prendere una sciarpa, una borsa gioiello ed un bel rossetto. Non avrò il mio paio di jeans ma quanto mi sento spartana!

Diario di una spartana. Day 22: ci nutriamo di sogni

“Prima di tutto il problema del cuore. Hai detto che in questa città non ci sono conflitti, non c’è odio, non c’è avidità… Ma se non ci sono tutte queste brutte cose, significa che non c’è nemmeno il loro contrario. La gioia, la felicità, l’amore. Se c’è la delusione è perché c’è la speranza, se c’è la tristezza è perché c’è la sua controparte, la gioia. Non esiste da nessuna parte la felicità senza delusione. Questa è la natura di cui parlo io.”

(La fine del mondo e il paese delle meraviglie, Haruki Murakami)

Ieri era il compleanno Murakami, ho fatto un cupcake light e riletto alcuni stralci dei suoi libri. Si, so cosa state pensando e, si, avete ragione: sono così nerd che vivo con una gatta, scrivo un diario e festeggio il compleanno dei miei scrittori preferiti.

Ma non posso fare a meno di pensare che Workout Italia è un po’ come il paese delle meraviglie del suo libro… Ci nutriamo di sogni e cerchiamo di lasciarci alle spalle le ombre che ci legano al passato. Soprattutto se segnato da troppi Kg in più e troppo poco amore verso noi stessi. Fare workout vuol dire reagire.

Faticare, sudare e, perché no, imprecare, sono il nostro modo di andare dritti verso i nostri obiettivi senza senza mai voltarci indietro. Ora che siamo fighi (o quasi) pensiamo sempre “mai più come prima”. E da una parte è giusto: quando capisci la chiave del successo l’ultima cosa che vuoi è ricadere in un vortice. Ma a volte penso che anche quei momenti bui servono a darci la forza che abbiamo e ci consentono di andare avanti. Ci nutriamo di ombre come di luce… Poi sta a noi decidere cosa farne. Sta a noi plasmare la nostra vita

Così funziona il cuore. Non è qualcosa di uniforme. E’ come il corso di un fiume. Si adatta alla forma delle cose.

Murakami– 

E sapete cosa ho capito? Che il cuore spartano batte per una forma ben precisa… Che tu sia uno spartano in cerca di bellezze che tirino su il morale o una spartana in cerca della te stessa del futuro, ammettilo, il tuo cuoricino allenato passa da battiti di fascia lipolitica a picchi stratosferici ad ogni foto di LATO B.

Eh si, è bello poter passare con leggerezza da testi seri profondi allo spessore CULturale di una bella ragazza che ha appena finito il BB workot. Diciamocela tutta: mette allegria, è sensuale, non è facile da ottenere (quindi ha in sé il fascino della sfida) e… voglio un bel culo!

Mi sono alzata così, nulla da fare. Oggi inizio BB Workout. Ma io mi conosco, sono una da tutto e subito. Andrea Sachs ha venduto l’anima per un paio di Jimmy Choo? Io oggi cederò al fascino del male di un paio di leggings pushup! Giusto un aiutino per motivarmi un po’. In fondo ci nutriamo di sogni… Tutta entusiasta in pausa pranzo mi fiondo in negozio pronta al mio acquisto. Ovviamente, dato che so precisamente cosa voglio e preferisco restare l’unica a saperlo, vengo immediatamente intercettata da una commessa che sembra sotto l’effetto di pensanti antidepressivi. Il sorriso più sorridente della storia mi blocca e mi chiede “Posso aiutarla?

Rassegnata, chiedo con voce sommessa i miei leggings. Sorride, si gira appena verso un punto in fondo al negozio e “Sara…. Sara! Ne abbiamo ancora di leggings per alzare il culo? Taglia L, però, o segnano ed escono i rotolini!”

L’aspetto di un angelo e la grazia di un bue infuriato, porca miseria! Sara, però, sembra essere un filo più empatica e corre in mio soccorso con i leggings pronti in una mano e qualche parola di conforto sul fatto che anche lei li ha di una taglia in più, così risultano meno trasparenti. Poi mi accenna all’esistenza di body modellanti, culotte rinforzate…

Tutta roba che strizza ed insacca meglio di un cotechino a Natale ma… Ma c’è un grosso ma! Sembra che per comprare qualsiasi cosa tu debba sapere se sei una pera, una mela, un giornale o una clessidra… Ed io che pensavo di essere solo una persona! Boh, che ne so cosa sono! Un sacco di patate? Una macedonia? Nel dubbio prendo tempo e dico che passerò con più calma.

Eh… Tornando a casa e maledicendo gli squat ad ogni gradino da fare ci penso… Io lo so cosa sono! Sono una spartana. Il corpo me lo costruisco da me e non me lo compro in un negozio di intimo. La dura vita di una spartana: non si smette mai di imparare! Ma forse è anche per questo che è tanto bella 😉

Diario di una spartana. Day 23: il lato oscuro della forza

Che io di ragazzi non ne capisca proprio nulla è un dato di fatto, ma non pensavo proprio di essere messa così male!  Ne parlavo andando al cinema con Natalie. Mentre guidava – si metteva il rossetto – rinnovava il profumo – sistemava i capelli riusciva anche a dispensare consigli.

“Lascia perdere tutti i super fighi palestrati! Probabilmente se li incontrassi ti scambierebbero per una comparsa assunta per un servizio fotografico ‘prima-dopo’ (ovviamente nell’umiliante ruolo del ‘prima’). Senza offesa eh! Succederebbe anche a me perché son troppo magra. Sarei un prima bellissima ma pur sempre una prima.  Il tuo genere è decisamente il nerd, leggermente più di classe.

“Un geek/hipster?” azzardo…

“Beh, sai sai di cosa stai parlando è già un primo segnale che stiamo andando nella direzione giusta”.

E Natalie ha ragione! Sarebbe molto più facile iniziare una relazione già sapendo qual è il ragazzo più adatto a me. Un po’ come i workout… Non esiste l’allenamento perfetto in senso assoluto ma quello che meglio si adatta ad ogni persona. E l’amore è così, non ha una forma precisa ma si adatta al corso degli eventi… Dovrebbero inventare un test anche per quello! quasi quasi lo propongo a Vin.

“Vuoi una cosa leggera-leggera? Eccoti un elenco di ragazzi da album bianco! Sono facili e poco impegnativi”.

“Allenata da anni di rapporti senza troppi risultati? Passa ai verdi e avrai risultati certi. AVVERTENZE SPECIALI: Non superare le dosi consigliate. Se associato a Body Revolution adottare metodi contraccettivi molto validi”

Body Revolution ed un serissimo ragazzo da album giallo/rosso hanno prodotto il risultato sperato? Sei fregata a vita, mia cara… Ti resta solo l’abum nero. Ed è per sempre ;)”.

Insomma, una cosa così, giusto per avere un paio di indicazioni. Fatto sta che oggi ho già fatto il mio workout (il penultimo ci pensate?) in pausa pranzo con l’allettante prospettiva, nella serata, di andare a vedere Star Wars con Natalie. Tutti ne parlano, tutti vanno… Chissà che mischiarsi tra la folla non aiuti la fortuna! Lo vedevo da ragazzina in compagnia di mio fratello e dei suoi amici e spesso ne approfittavo per guardare un po’ il film ed un po’ gli amici. Insomma, ci sono affezionata. Sarò mica davvero una nerd?

Arrivata alla multisala vedo una riproduzione del piccolo Yoda. Una delle sue frasi celebri è “Non esiste provare, solo fare”. Certo che lui si, sarebbe un perfetto personal trainer!

Prendiamo posto. La luce è ancora accesa e ne approfitto per guardarmi in giro (tutto pur di non concentrarmi sui popcorn al caramello di Natalie. Mi alzo per far passare una coppia che deve sedersi accanto a me (come succede sempre) e sento i muscoli che urlano pietà. “Troppi squat” dico scherzando. E poi succede… Un ragazzo, davvero – davvero molto carino seduto dietro di me sorride e dice “Si vede che sei una che si allena! Continua così, no pain no gain. Ma, a quanto vedo, c’è già molto da apprezzare”

Naty è sconvolta, credo le sia partito un embolo o qualcosa del genere. Il ragazzo in questione è proprio il prototipo del super palestrato figo e, beh, sembra aver trovato molto da apprezzare.  Che ci sia molto di me è assodato. Che uno così non è il mio tipo ed è fuori portata è ancora più sicuro. Ma certamente è stata una bella botta di autostima. La cosa che più mi sorprende è che fino a poco tempo fa mi sarei sentita imbarazzatissima, avrei pensato ad uno scherzo o comunque non ci avrei creduto.

Allenarmi mi ha comunque dato la consapevolezza della forza posso metterci, del potenziale che ho, della persona che già sono e posso diventare. Io ho del grasso ma non sono grassa. Le cose che amo, che conosco e che faccio mi definiscono, non il grasso che mi ricopre. Quello era solo una comoda corazza. Ed ora ho finalmente deciso di liberarmene. Quante volte si pensa che il grasso sia la causa di una eccessiva timidezza? Io penso invece ne sia la conseguenza. Ci si ricopre per non essere nemmeno prese in considerazione. Ma ora basta…

Silenzio in sala. Si spengono le luci… Il lato oscuro della forza è potente in me 🙂

Diario di una spartana. Day 24: quelli che hanno finito Body Revolution

Body Revolution finito… Non posso crederci! Oggi considerazione tutta mia personale, anche se credo valga per tutte quelle povere disgraziate che, come me, sono passate dalle amorevoli torture di pittbull Jillian Michael. Come tutte le storie che si concludono porta molti lati positivi e qualche lato negativo. Seduta sul divano a festeggiare il mio meritato rest day con una maratona di “Gilmore Girls” e uno yogurt greco con le fragole e mi sento strana…
Non ho ancora scelto cosa fare dopo ma so per certo che non voglio smettere di allenarmi e che quindi devo stabilire un programma. Solo che, per come sono fatta, prima di guardare al futuro devo rielaborare quello che ho appena fatto. Da vera appassionata di serie TV ancora una volta la domanda che mi pongo non è “Cosa faccio?” ma “Cosa farebbe Rory Gilmor?”
Ammettiamolo, lei è la vera eroina dei nostri giorni: povera ma, non si sa come, con un cappottino nuovo al giorno, totalmente nerd ma sempre accompagnata da ragazzi fighissimi, tosta ma con due occhi da cerbiatto così dolcì da provocare il diabete. Così, quando no so che fare, seguo uno dei suoi più preziosi consigli. No, non bere caffè. Fare una lista dei pro e dei contro.

1 Decisamente contro: la prima settimana ho dichiarato di aver avuto un incidente stradale per giustificare la pseudo camminata da robot arrugginito post workout. O quello o una colon uscita male. So che il lavaggio va tanto di moda tra i vips che vogliono depurarsi, ma io che sono già nella realtà molto terra terra non ho questa propensione a star peggio.

2 Decisamente pro: iniziare con Body Revolution mi ha dimostrato che ho una costanza che non sapevo di avere. Mi sono ritrovata una lottatrice quando pensavo di essere la solita spettatrice di quella complicatissima serie (non TV) che è la vita.

3 Contro: la voce di Jillian mi fa paura. Ma sul serio! Me la sono pure sognata di notte che mi urlava Breath… Respira… Ed io invece arrancavo solamente e mi sentivo soffocare. A volte non ce la favevo davvero più ma non smettevo solo perchè temevo uscisse dal video ad urlarmi addosso.

4 Pro: la voce che mi son fatta io ad urlarle contro mi è davvero utile sul lavoro. Imprecare durante i workout è diventato un secondo workout da mettere in pratica nella vita di tutti i giorni. Altro che yoga, un bel vaffa a Jillian è terapeutico! Non che mi sia messa ad urlare contro tutto e tutti ma, sul lavoro, un “stay whit me” metaforico una volta ogni tanto non fa certo male.

5  pro e contro insieme: Il rito serale workout-doccia-cena è diventato sacro. Non ci sono per nessuno. Io so di non telefonare ad Andy il sabato pomeriggio mentre guarda le repliche di Dowton Abbey e lui sa di non chiamare me verso le 7. Questo ha complicato un poco le nostre lunghe telefonate, ma alla fine ha migliorato ancora di più la nostra amicizia. In fondo, lui è il mio primo sostenitore!

6 Super Pro: Mi sento una vera guerriera. Mai e poi mai avrei pensato che mi sarei sentita così bene. Fisico e corpo si allenano in tandem ed ho capito che l’uno è il miglior personal trainer dell’altro. Iniziare a fare sport mi ha insegnato a superare una difficoltà alla volta, a non mollare nonostante la fatica ed anche a festeggiare me stessa. Con la cura del corpo ho in parte guarito anche alcune delle mie più antiche paure: tipo la goffaggine che mi fa sempre fare terribili figuracce. Sono più sicura e consapevole. Perché io valgo. Anche se lo shampoo non mi paga una cazzo per la pubblicità che gli faccio.

PS: Non ho volutamente parlato dei risultati ottenuti perché, arrivata a questo punto, sono davvero secondari.

PPS: Meno 7 kg

PPPS: Cioè… avete capito? Meno 7 Kg… Col cavolo che sono secondari! Stay tuned…