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Perché la tavola propriocettiva è così importante per il fitness

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L’aumento della forza dei muscoli della caviglia e il miglioramento del controllo della postura sono due dei vantaggi di cui è possibile beneficiare grazie all’impiego di una tavoletta propriocettiva. Diversi aspetti, in effetti, permettono di ipotizzare che a una propriocezione migliore corrispondano prestazioni atletiche superiori. In particolare, a trarne vantaggio sono i tempi di reazione muscolare, l’equilibrio, la coordinazione e la forza. Ma non è tutto, perché la propriocezione è in grado anche di limitare il pericolo di lesioni e di infortuni in cui si potrebbe incappare nel corso dell’esercizio fisico.

Perché usare la tavola propriocettiva

La tavola propriocettiva è un dispositivo instabile – al pari del cuscino balance, per esempio – che può essere utilizzato per allenarsi quando si ha la necessità di migliorare la propria postura. Quando si parla di propriocezione si fa riferimento alla sensibilità agli stimoli che si palesano all’interno del corpo umano. L’attività dei nervi sensoriali determina, nel compiere un qualunque movimento, non solo la postura del corpo, ma anche il movimento delle articolazioni e l’attività muscolare nel suo complesso. I segnali dei nervi sono ricevuti dal cervello, il quale provvede a gestirli e a decodificarli (lo stesso accade con il midollo spinale).

Gli allenamenti propriocettivi

Si definiscono propriocettivi gli allenamenti il cui obiettivo è quello di favorire e promuovere un potenziamento della capacità propriocettiva. Ciò avviene tramite la stimolazione del sistema neuro-motorio. Risale agli anni Ottanta del secolo scorso una delle prime ricerche che sono state eseguite per accertare gli effettivi miglioramenti che gli allenamenti propriocettivi sono in grado di innescare rispetto all’equilibrio: i due studiosi che se ne sono occupati, Carl Askling e Hans Tropp, erano impegnati presso l’Ospedale Universitario di Linkoping e si erano concentrati sullo stato di salute di diversi calciatori professionisti del loro Paese che dovevano fare i conti con articolazioni della caviglia che presentavano un’instabilità funzionale.

La ricerca svedese

I soggetti coinvolti nello studio sono stati chiamati a compiere degli esercizi propriocettivi caratterizzati da un livello di semplicità molto elevato: per esempio, rimanere in piedi su un ankle disc restando su una gamba sola, oppure eseguire la stessa azione su una balance board, vale a dire una tavola propriocettiva (nota anche con il nome di pedana di equilibrio). Tale tavola era composta da una piattaforma in legno posizionata al di sopra di una struttura emisferica, in modo tale che risultasse instabile su ogni piano di movimento. La piattaforma si ribaltava non appena la stabilità dell’articolazione della caviglia deviava.

Gli esercizi propriocettivi

Ai giocatori di calcio è stato chiesto di rimanere sulle tavole di equilibrio in piedi e tenendo le braccia incrociate sul petto, ma anche estendendo il più possibile il ginocchio della gamba di supporto e mantenendo sollevata la gamba non di supporto. L’obiettivo era quello di rimanere in equilibrio non attivando l’anca o il ginocchio ma effettuando specifiche correzioni con la caviglia, evitando di riposizionare la parte del corpo superiore.

I risultati dello studio

Ebbene, dai risultati della ricerca è emerso che dopo appena un mese e mezzo i calciatori che si erano serviti della tavola propriocettiva per allenarsi avevano migliorato la capacità di rimanere stabili su una gamba sola. Lo stesso miglioramento era proseguito dopo due mesi e mezzo. Nel periodo seguente è stato diminuito il carico complessivo dell’allenamento propriocettivo, e infatti la stabilità non era ulteriormente migliorata; tuttavia essa non era neppure peggiorata, il che vuol dire che i traguardi raggiunti si erano mantenuti. Le prestazioni erano cresciute anche nei test isocinetici, vale a dire i test a cui si ricorre per la misurazione della resistenza e della forza delle gambe.