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5 buoni motivi per smettere di fumare con la sigaretta elettronica

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Ecco perché l’e-cig può davvero essere la strada migliore per i tabagisti.

Nel 2021 la sigaretta elettronica ha ormai raggiunto oltre un milione di consumatori in Italia, strappando altrettanti (ormai ex) fumatori dalle grinfie del tabacco combusto. Le sostanze contenute nelle sigarette tradizionali sono infatti altamente nocive per il nostro organismo, mentre il vapore elettronico risulta essere un’alternativa molto meno invasiva.

Purtroppo, però, una persona su 4 ancora fuma. Per cui il settore del vaping ha ancora tanto da lavorare, ma difficilmente riuscirà nell’intento senza adeguate campagne informative e l’appoggio delle istituzioni.

Tuttavia, dal 30 Marzo di quest’anno i liquidi da inalazione e tutto ciò che occorre per svapare (eccetto gli aromi concentrati e i liquidi per sigaretta elettronica) sono passati sotto il Monopolio di Stato. Perciò, ora che il mondo vape è diventato una vera e propria istituzione, potrebbe acquisire maggior rilievo e credibilità agli occhi degli scettici.

Ecco 5 motivi per cui l’e-cig risulta essere l’alternativa più valida al pacchetto di bionde.

1) È più efficace del 50% rispetto a chewin-gum, cerotti e spray.

Uno studio australiano condotto dal dottor Gary Chan del National Centre for Youth Substance Use Research della University of Queensland ha dimostrato come le sigarette elettroniche siano altamente più efficaci degli altri metodi per smettere di fumare.

I ricercatori hanno incrociato i dati forniti dalla letteratura scientifica in merito agli studi sulla cessazione del fumo, confrontando quelli effettuati su soggetti sani con terapie sostitutive a base di nicotina:

  • E-cigarette
  • Gomme da masticare
  • Cerotti
  • Spray e inalatori
  • E-cig caricate con e-liquid senza nicotina (placebo)

Il lavoro ha evidenziato come le prime siano più efficaci del 50% rispetto agli altri strumenti, poiché il tasso di abbandono definitivo del tabacco combusto risulta essere quasi doppio.

Oltretutto, lo studio del dottor Chan assume ancora più valore se pensiamo che l’Australia non è affatto un paese pro-vaping a livello istituzionale.

2) Risulta essere meno nociva dello smog cittadino.

Sempre parlando di evidenze scientifiche, il professore di chimica Ángel González Ureña, direttore del Dipartimento Laser e Raggi Molecolari dell’Istituto multidisciplinare della Universidad Complutense, ha di recente raccontato, durante un incontro sul vaping a Sofia, di alcuni esperimenti effettuati dal suo team.

Lo studio ha messo a confronto i gas di scarico del traffico automobilistico di una strada di Madrid con le emissioni della sigaretta elettronica. I risultati hanno dimostrato che svapare sia meno tossico di camminare per strada in una qualsiasi metropoli.

Oltretutto, il dottor Ureña ha messo in discussione il tema del cosiddetto “vapore passivo”, affermando che i livelli di nicotina presenti durante l’espirazione siano pressoché infinitesimali.

In supporto a queste tesi è poi intervenuto l’oncologo inglese Peter Harper, che ha sottolineato come l’inquinamento dell’aria causi più conseguenze negative del vaping.

3) Consente di gustare il sapore del tabacco in maniera più sicura.

Quando un fumatore decide (finalmente) di dare una chance alla sigaretta elettronica, è fondamentale che la sua prima esperienza sia positiva. In tal senso, per rivivere il più fedelmente possibile le sensazioni del fumo, è necessario che anche il gusto del vapore lo ricordi.

Mirtilli, creme al burro e pop corn croccante sono senza dubbio aromi piacevoli, ma di certo non assomigliano granché ad una sigaretta, a un sigaro o alla pipa. Meglio dunque optare per liquidi tabaccosi, almeno per iniziare, così da ricreare una situazione familiare nel gesto e nei sapori.

Degustando il tabacco in chiave vaporosa si possono conoscere le sue reali sfumature aromatiche senza i sentori sgradevoli della combustione, e il tutto in maniera più sicura per la salute.

4) Crea meno dipendenza del fumo.

Lo studio scientifico Vapers exhibit similar subjective nicotine dependence but lower nicotine reinforcing value compared to smokers, condotto dai ricercatori della London Southbank University, ha evidenziato che la dipendenza da nicotina sia nettamente inferiore nei vaper piuttosto che nei fumatori.

La ricerca ha messo a confronto 25 fumatori e 20 svapatori, sottoponendoli a dei test particolari. L’obiettivo era quello di stabilire quanto fossero disposti a spendere per effettuare un certo numero di inalazioni del proprio prodotto.

I risultati hanno dimostrato che i vaper mettono un limite molto più basso alla spesa per il proprio vezzo, mentre i fumatori sembrano essere disposti a tutto pur di non privarsi della loro dose quotidiana.

Questo perché la dipendenza rende fisiologicamente schiavi, fino al punto che l’accesso alla sostanza è più importante di tutto il resto.

5) Svapare costa meno che fumare.

Considerando un costo medio di 5€ a pacchetto, un fumatore può arrivare a spendere cifre davvero esorbitanti in un solo anno:

  • 1 pacchetto al giorno: 1800€
  • 2 pacchetti al giorno: 3600€
  • 3 pacchetti al giorno: 5500€

Un vaper, invece, necessita di una spesa iniziale per l’hardware, che può variare dai 20 ai 50€ per i modelli entry level. Oltre a questo, bisogna contare il cambio della resistenza ogni paio di settimane, per cui aggiungiamo una cifra simbolica di 10€ al mese.

In ultimo, dobbiamo sommare gli e-liquid: prendiamo in esempio quelli più cari in formato TPD 10ml, con un costo medio di 6€ a boccetta. Ipotizzando di consumarne 2ml al giorno, ecco a quanto ammonta il totale:

  • 30€ e-cig +
  • 10€ ricambi +
  • 30€ liquidi +
  • = 70€ al mese

Stiamo parlando di 840€ all’anno, ovvero meno della metà rispetto ad un fumatore.

Considerazioni finali.

Insomma, esistono almeno 5 buoni motivi per cui buttare le sigarette nella spazzatura e fare un bel giro in uno svapo shop. Non è mai troppo tardi per curarsi della propria salute e per scoprire un nuovo mondo di sapori e profumi.

Il vaping può fare davvero tanto per il nostro futuro, aiutandoci a ridurre il tasso di mortalità per malattie legate al fumo di tabacco combusto, per cui sosteniamolo con entusiasmo e consideriamolo come un vero alleato nella lotta ai tumori.