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Arisa posta una sua foto su Instagram: riflessioni sul Body Positive

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La cantante Arisa pubblica una foto al naturale sul suo profilo Instagram con la caption

“Sono un albero di arance, un panino al latte, una dea”

Una delle cose che spesso consigliamo ai nostri utenti è proprio quella di non paragonarsi mai a personaggi famosi e non basarsi su foto postate su Istagram perché, spesso se non sempre, sono super ritoccate e non veritiere.

E’ anche vero, però, che sempre più spesso cantanti e attrici sono vittima quanto noi di quei ritocchi e delle false aspettative di perfezione che ne conseguono. Perché allora non prendere questo fatto come spunto di riflessione?

Sotto il post della cantante Rosalba Pippa tanta gente ha apprezzato il messaggio del post di Arisa, pubblicato con l’intento di dimostrare che ciò che conta è amarsi e che la bellezza non è definita da uno standard fissato da filtri irreali. Significativi in questo senso sono gli hashtag scelti dalla cantante: #bodypositive, #loveyourbody e #loveyourself.

Arisa, che ha sofferto di tricotillomania (un disturbo ossessivo-compulsivo causato dallo stress che la porta a strapparsi i capelli senza rendersene conto) dice di essere arrivata alla conclusione che

“Può essere giusto cambiare una parte del corpo se non ti piace, ma lo stimolo deve venire da te, non dagli altri. Non bisogna cambiare per il gradimento di Instagram. Purtroppo sui social vince l’apparenza, pure se è finta. Se metto una mia foto con i capelli rasati ho mille like, se posto una con la parrucca ne becco 20 mila”.

Arisa afferma anche che attraverso la sua arte ‘cerca di essere un megafono che divulga emozioni’. Non possiamo negare che le emozioni suscitate sono davvero tante e contrastanti!

Body Positive

Il termine “body-positive” nasce tra il 2010 e il 2011 per merito di alcune donne attiviste nere “oversize”, che hanno cominciato a postare dei contenuti sui social media con l’hashtag #BodyPositivity.

Si potrebbe anche pensare che il movimento body positive abbia fatto il suo ingresso sulle scene di punto in bianco; che sia un movimento di protesta nato in modo spontaneo e portato avanti da singole persone decise a divulgare sui social, Instagram in primis, messaggi del tipo “amati per come sei”. E’ invece un movimento che ha origini ben più profonde.

Instragram ha avuto l’indubbio pregio di dare la possibilità a molte persone di poter essere viste ed esprimersi. Le stesse persone che non venivano rappresentate sulle copertine delle riviste, nei film, in TV o sui manifesti potevano così avere visibilità. Un social inclusivo e democratico, a prima vista. Si perché, scavando un po’ più in profondità, scopriamo essere diventato il social estetico per eccellenza in cui i filtri la fanno da padrone.

L’iniziale ottica inclusiva e di incontro diventa piuttosto di giudizio e obbligo ad uniformarsi.

Ma perché essere visibili e accettati è così importante? Non è mera superficialità estetica: quando un corpo differisce dall’unico ideale universalmente accettato come valido rappresentante, quel corpo viene in qualche modo considerato diverso e, di conseguenza, escluso.

Standard di bellezza tanto prescrittivi vengono interiorizzati molto in fretta e la poca fiducia nel proprio aspetto fisico può influenzare la nostra psiche molto più di quanto pensiamo sia possibile.

Liam Preston, alla guida della campagna BeReal di YMCA ha spiegato che:

“Sappiamo con certezza che se una persona non ha fiducia nel proprio corpo, è meno probabile che vada a fare colloqui di lavoro, è meno probabile che voglia sposarsi, è meno probabile che voglia andare in vacanza. È noto che il 52% dei giovani si preoccupa di come appare e il 30% si metterà in disparte, si isolerà, evitando di svolgere determinate attività”.

Ecco perché nasce il movimento BodyPositive! L’hashtag venne creato per lanciare e promuovere un messaggio positivo, dedicato a chi ha un corpo che non rientra nei canoni predefiniti dagli standard di bellezza contemporanei.

Si tratta dunque di incentivare le persone a convivere con se stessi e con l’immagine del proprio corpo, consapevoli del fatto che la perfezione non esiste.
Attenzione, però, non è una mera questione di accettazione del fisico over size! Il movimento Body Positive ha segnato la decisione collettiva di autoproclamarsi, di dire “Io esisto” in una società che discrimina molti tipi di corpo, non solo quelli sovrappeso. E’ un movimento che cerca di dare voce a tutti i tipi di corpi non esaltati dalla società, sia maschili che femminili: dal seno troppo piccolo per le donne alla scarsità di muscoli negli uomini.

Le polemiche sul movimento Body Positive

Sotto il post di Arisa le polemiche non sono certo mancate. Leoni da tastiera e insulti a parte, le obiezioni fatte con criterio al movimento body positive hanno il diritto di essere ascoltate perché possono diventare un buon modo per approfondire il discorso.

Quello che ci si chiede essenzialmente è: l’atteggiamento di accettazione promosso dal Body Positive è un valido aiuto contro l’emarginazione delle persone obese o serve a nascondere e non affrontare i problemi di salute che possono arrivare dai Kg in più?

Come si vive da persona “obesa”, quali siano le emozioni e i sentimenti di chi si porta addosso tanti Kg in più è davvero difficile da capire per chi non ci è passato. A volte si tende a negare il problema continuando ostinatamente a farsi del male, a volte si usa il peso in più per nascondersi e ripararsi da un mondo che ha causato ferite profonde, altre ancora si ha semplicemente uno stile di vita errato. Ogni persona ha una sua storia e ogni storia racconta delle infinite interazioni tra quella persona e gli individui che gli ruotano attorno.

Il movimento Body Positive ha riportato in auge il concetto di “normalità” inteso come “amiamoci per come siamo” con tutte le nostre imperfezioni cercando di scardinare la mentalità ossessiva ed estremista che vuole la perfezione a tutti i costi. Ma il nostro è un gruppo fitness, direte voi, e al primo posto è doveroso mettere sana alimentazione e sport.

Assolutamente d’accordo! Per le persone davvero oversize non si tratta soltanto di estetica, ma si tratta di salute vera e propria e ritengo doveroso aiutarle senza giudicarle. Io per prima ho imparato che la vera molla per il cambiamento nasce dall’amore per se stessi. Non bisogna aspettare di dimagrire per accettarsi ma bisogna accettarsi per poter dimagrire in modo salutare e senza troppo stress emotivo.

La conclusione

È importante ricordare che la body-positivity non ci dice semplicemente di amare ed accettare il nostro corpo, senza sottovalutarne la difficoltà oggettiva o lo stato di salute. Ma vuole affermare con forza quello che dovrebbe essere un assioma e che la società cerca di soffocare: ogni corpo, che sia conforme o meno, in salute o meno, è valido di rispetto e amore.

Sotto il post di Arisa c’è chi l’ha osannata e chi la aspramente criticata e sono scaturiti due filoni di pensiero contrapposti tra loro. Ma, indipendentemente dalle due correnti di pensiero, che sembrano contrapporsi ma che, in realtà, scavando nel profondo, coincidono in più punti, quello che penso è che è il giudizio alla base ad essere sbagliato.
Un corpo non può essere separato dal suo animo, dal suo carattere e dal suo vissuto.
Quando si commenta sotto una foto su Instgram non si giudica semplicemente un corpo, ma una persona e l’unica cosa certa è che ogni persona merita rispetto e considerazione. Arisa si è esposta, forse perché ci crede davvero, forse perché cavalca la moda del body positive… Questo non ci è dato di sapere perché è impossibile giudicare una persona da una foto sui social. Ricordiamocelo sempre e, nel dubbio, lasciamo parlare il silenzio.
Arisa Instagram